Ieri, mercoledì 15 gennaio 2014, il giornalista Vicent Partal, fondatore del giornale online Vilaweb, ha scritto un editoriale intitolato "Roberto Maroni non è benvenuto". L'ha scritto in italiano, catalano e inglese proprio per rendere la diffusione del suo pensiero più ampia possibile.

Partal inizia presentando così il governatore della Lombardia: "Roberto Maroni, il presidente della Lombardia e leader (non più, ndr) della xenofoba Lega Nord, arriva domani in Catalogna con un obiettivo principale: sfruttare l'impatto internazionale del processo di indipendenza catalano."

Emergono due fatti chiari:

- Partal, così come ogni catalano creda nelle ragioni profonde e radicate in una cultura secolare, pensa che la Lega Nord sia un partito xenofobo e quindi razzista, cosa che neanche in Italia pare scontata, soprattutto nei talk show da salotto;

- l'indipendentismo catalano non ha niente a che vedere con quello leghista perché "utilizza un'identità inventata, quella della Padania, con la finalità di reclutare persone per unirsi a un movimento che va contro il senso plurale, inclusivo e democratico che definisce la base della sovranità catalana."

I catalani non ti sbatteranno mai la porta in faccia perché sei diverso o perché parli una lingua diversa, non faranno mai battute idiote sulla tua provenienza o sul colore della pelle.

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Non è un caso, infatti, che ieri Salvini, vero leader della Lega Nord, abbia incontrato Marine Le Pen, vertice del Front National (partito francese di estrema destra), per chiedere di allearsi in vista delle elezioni europee.

Quindi è bene che i catalani, così come gli italiani e tutti i cittadini europei non accostino i due movimenti in nome dei valori che li separano in maniera assiderale.

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