Immaginate di star passeggiando per i calli di Venezia, bellezza assoluta e mozzafiato intorno, il tutto "sporcato" solo dal brusio di fondo degli innumerevoli turisti che ogni giorno vagano per le sue stradine e dal rumore dell'acqua sottostante.

Immaginate ora che all'improvviso, un palazzo di venti piani galleggiante incroci il vostro sguardo come una qualsiasi Scilla spunti dal mare per inghiottire le navi che incautamente si sono avventurate per quelle acque.

Ecco, ai moderni turisti che si trovassero in giro per Venezia si potrebbe presentare innanzi un tale "spettacolo" che nemmeno - e non ce ne vogliano - il più zotico tra gli americani avrebbe mai immaginato pur di fare soldi. Navi immense e pesantissime che navigano dentro la laguna radendo i luoghi della storia e della bellezza.

Tanta magnificenza nata da tanta cultura, distrutta dall'ormai sempre più imperante mancanza di essa.

E poco conta che gli stessi turisti sarebbero andati ugualmente a Venezia pur dovendo fare la spola con un traghetto, perché si può pure correre il rischio di perdere un diamante unico al mondo per quattro soldi in più che le compagnie sganciano per entrare in laguna.

Delirio assoluto quindi. E ciò che è peggio è che il delirio sia stato approvato e difeso da un giudice di questo Bel Paese, un giudice che non solo ha permesso il passaggio di questi mostri, ma addirittura ha annullato il limite della stazza delle 40 tonnellate.

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Ambiente

Ormai siamo abituati ad ogni cosa nel "Paese che non c'è", dal lasciar crollare Pompei, a far sì che qualcuno rubi indisturbato un intero mosaico, alla costruzione a 1000 m dalla Valle dei Templi di un rigassificatore con una torre alta 40 m di fronte la tomba di Pirandello, oppure ancora a distruggere una villa romana per far posto ai rifiuti come nel caso di Villa Adriana a Tivoli, oppure - come in questo caso - lasciare che, prima o poi, le palificazioni della millenaria Venezia ne risentano ed inizino a sbriciolarsi come il resto del Paese.

Ma arriverà mai un momento in cui questo popolo si ricordi chi è, cosa ha fatto, cosa è stato per il mondo intero? Ci sarà pure un giorno in cui ci ricorderemo che la cultura, il diritto, l'economia, l'Arte, in un parola: la grandezza, fa ancora parte del nostro DNA da cui ancora possiamo attingere per risalire la china?

In attesa che ciò avvenga, che un "risveglio" colpisca tutta la Penisola, dalle Alpi alle Madonie, che finalmente vedrà primeggiare coloro che danno lustro alla nostra nazione e vedere sprofondare, una volta per tutte, le "eccelse" menti che l'hanno condotta a tal punto, mortificando essa e noi stessi, auguriamoci che il Mose entri in funzione il più presto possibile e che per un guasto meccanico le paratoie restino chiuse.

Come si dice…: la speranza è l'ultima a morire.

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