Oggi il papa ha dichiarato che senza il lavoro non si ha dignità! Ormai è un urlo comune che si innalza quasi fosse un inno da tutto il popolo italiano, un crescente di diverse intonazioni e melodie ma con un unico significato: una profonda disperazione che sta avvolgendo tutta la nazione e si diffonde come una devastate epidemia.

Il problema "lavoro" ha assunto dimensioni tali che trovare una possibile soluzione sembra essere sempre più difficile e di sicuro comporterà tempi lunghissimi.

Davvero triste è l'indifferenza che si usa quando si parla di tale problematica, quasi si dimenticasse che dietro una semplice parola si nascondono centinaia e centinaia di persone che soffrono e vivono male, molto male, in un Paese degli eccessi dove c'è chi non ha i soldi per un pò di pane e chi guadagna 20.000 euro al mese senza nemmeno sudare grazie all'aria condizionata!

E non si tratta di titoli di studio o di competenze culturali più o meno elevate perché spesso chi possiede tali requisiti è a casa a scaldare il divano!

Il papa, giustamente, dal canto suo, valuta "il problema lavoro" da un punto di vista strettamente umano ed è riuscito con semplici parole a suscitare una piccola emozione nel cuore di tante persone contagiate da questa brutta epidemia e soprattutto a far parlare le grandi testate giornalistiche di questa situazione considerando "la Malattia" dal punto di vista del malato e non del ricercatore scientifico che cerca la cura!!!

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Papa Francesco

È la storia che si ripete, sembra di vivere in un sistema di "casta" sociale dove la povera plebe è lasciata a sperare in un futuro migliore nutrita di false e ipocrite speranze che portano solo alla triste consapevolezza di quanto sia difficile sopravvivere oggigiorno e sopratutto quanto sia complicato immaginarsi il domani. Possiamo soltanto augurarci che pian piano qualcuno spinto da "nobiltà d'animo" prenda in mano le redini della situazione e cominci a porre le basi di un immenso progetto che coinvolgendo tutti i vari aspetti, settori e mercati possa cominciare a far si che rientri il sole in molte vite spente da questa profonda crisi.

Anche se non si risolvono i problemi, umanamente è stato confortante ascoltare le parole del papa, ovviamente per noi credenti, perché è come se dietro la sua frase ci fossero le voci di ognuno di noi, un po' come se fosse stato uno sfogo corale, unanime e migliore portavoce non sarebbe potuto esservi.

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