Rullano i tamburi di guerra, rullano e chiamano a raccolta i propri combattenti. Rullano e il loro rullare, chiama a raccolta e incita alla guerra e alla morte, si vede in ogni telegiornale, il loro incitare si vede dal sangue che copre i vestiti e i corpi dei feriti, dei morti raramente le tv fanno vedere immagini, se non le bare portate a spalla. Rullano i tamburi, adesso li sentiamo anche noi in Europa, rullano in zone particolarmente importanti per noi europei, l'Ucraina, importante per il passaggio dei gasdotti e il Medio Oriente, perché lo scontro tra Israele e i palestinesi di Hamas non è mai uno scontro tra queste due fazioni, ma innesca e trascina con sé tutto l'odio accumulato nei decenni in quella zona di matrice araba.

Per noi, in Europa, questo rullare è come se fosse cosa nuova, ci comportiamo e argomentiamo su di esso come se fosse qualcosa d'inaspettato, come se, all'improvviso e chissà per quale oscura ragione, fossero scoppiate queste guerre, ma tutti sappiamo che ciò non è vero, questo rullare di tamburi di guerra è da tanto che risuona in quelle zone, con un rullare magari sommesso per lungo tempo per sfociare, poi, in questo rullare assordante.

Per noi europei sono inconcepibili queste guerre, non le capiamo, non ne capiamo il senso, la motivazione, l'odio annichilente con cui sono combattute, ma siamo oltremodo bravi ad approfittarne, vendendo armi e tecnologia militare, in genere a entrambi le fazioni contendenti. Inorridiamo per le immagini di devastazione ma esortiamo ad acquistare questa o quella nuova arma tattica, elicottero o mina antiuomo e con queste armi alimentiamo l'odio che divide, a ogni morto, l'odio tra di loro aumenta e con le nostre armi non facciamo altro che far sì che quella devastazione continui, noi stessi, con le armi che vendiamo, non siamo che altri tamburi di guerra rullanti.

Una volta si parlava di "etica" della guerra, i civili non dovevano essere bersagli, quelli da colpire erano solo obiettivi militari, ma ben presto fu coniato il famoso "danni collaterali" cioè, civili uccisi per sbaglio, civili che si trovavano in un posto sbagliato in un momento sbagliato.

Certo, guardando i vecchi documentari dei bombardamenti delle città, nella seconda guerra mondiale, questo è difficile da credere, guardando i razzi di Hamas sparati, volutamente, contro le città israeliane e la pronta risposta di Israele, con colpi che cadono su case dove stanno donne e bambini, tutto viene difficile da accettare e allora uno si chiede: cosa non mi viene detto?

Quali affari, enormi affari, ci sono in ballo, per fare sì che la morte di donne, bambini, uomini, di civili insomma, sia considerata "danno collaterale"? Quali grossi movimenti monetari ci sono dietro questo noncurante disinteresse nel disintegrare vite umane?

Qualche anno dopo la morte di Arafat furono scoperti ingenti somme a suo nome, lui, il capo dell'OLP, premio Nobel per la pace, con la guerra contro Israele era riuscito ad accumulare somme ingenti e a nasconderle, per suo uso e consumo, quindi, a parte le aziende europee (e mondiali) che vendono le armi, chi altro si sta arricchendo?

Magari sulla pelle del proprio popolo? Chi vuole che avvenga tutto ciò? Chi ha la colpa di tutto questo sangue versato, inutilmente?

Quel che ci dicono, quel che ci mostrano è, sicuramente, solo la punta dell'iceberg.

Sicuramente, sommersa in un mare di menzogne, c'è la parte sporca di queste guerre, la parte più avida e lurida, quella che rende libera e scatenata la bestialità umana e, dato che nel mondo esistono e vengono alimentate decine e decine di guerre, esistono decine e decine di regimi totalitari, che annegano nel sangue la richiesta di democrazia, si continueranno ad avere notizie di famiglie massacrate, di bambini innocenti uccisi, di persone che moriranno in un boato, per un missile su una casa, o per un missile contro un aereo passeggeri.

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