Quante volte si sente dire in televisione, o si leggono nei social , in alcuni giornali o riviste, frasi dispregiative nei confronti di religioni diverse da quella cristiana cattolica? Di denominazioni alternative bollate come "sette"? I mussulmani sono forse quelli che se la passano peggio, visto che frequentemente vengono associati a terroristi e kamikaze.

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Eppure a lamentare persecuzioni, ossia censure alle proprie opinioni o ideologie sono proprio alcuni fedeli vaticini. Cominciamo a comprendere che qui in italia, seppure il popolo sia in gran parte cattolico, vi è una numerosa fetta di cittadini che si riconoscono in confessioni e denominazioni differenti. Togliendo dall'elenco chi venera il crimine: gruppi satanisti, organizzazioni segrete dal carattere pericoloso, molte comunità vengono definite col nominativo "setta" senza che vi sia alcun interesse, alcun rispetto da parte di chi adopera quel termine, nei confronti delle idee e della vita religiosa dei loro membri.

Immagine che richiama al pluralismo religioso.
Immagine che richiama al pluralismo religioso.

Colpisce in positivo la BBC che, non essendo italiana, anziché fare del qualunquismo indaga. Infatti cosi fece in uno di quei famosi "matrimoni di massa" fra giovani di culture e paesi diversi che si svolgono in Corea del sud (Seul) annualmente, organizzati dalla "Federazione delle famiglie per la pace nel mondo". Di persona i giornalisti seguirono i ragazzi che si accingevano a sposarsi fino alla conclusione dell'intera cerimonia. Ebbene, definirono tutto ciò una cultura, un qualcosa di serio e curioso, una scelta.

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La federazione fu rispettata dalla testata come una qualunque altra religione fra quelle più affermate.

Appartenere all'Islam implica ricevere (direttamente o indirettamente) ancora più accuse alle volte e maggiori pregiudizi. Il corano come la bibbia contiene messaggi forti che richiamano senz'altro alle punizioni divine al fuoco e quant'altro. Tuttavia sono presenti numerose perle di saggezza che richiamano all'altruismo e tanti altri ottimi insegnamenti di vita.

Il terrorismo e/o le infibulazioni sono frutto di una sete di controllo, di affermazione del proprio potere in modo violento. Il dio dei terroristi non è Allah come dicono, il loro santo non può essere tale. Maometto con loro non ha nulla a che vedere. Papa Francesco lotta contro la persecuzione dei cristiani. Lì ha ragione. Augura ai fratelli mussulmani un buon Ramadan. Qui ha torto. Come si sente essere definiti omofobi, medievali, gente da emarginare, quando ci si oppone con veemenza alle" leggi laiche"?

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Forse da tutto il male si può trarre un bene. Qualche cittadino cattolico un po "diverso-fobico" si spera un giorno capirà il senso di una famosa frase : non fare agli altri ciò che non vorresti  fosse fatto a te.

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