Inutile dire che ormai assistiamo quotidianamente a vicende incredibili, surreali e più sconcertanti che mai. Molto spesso le persone perdono del tutto il bene dell'intelletto, c'è poco da fare. Risale a meno di una settimana fa la bravata, se così possiamo definirla, di un uomo che ha intrattenuto una sorta di rapporto sessuale con un'automobile di lusso.

Il fatto.

L'episodio è accaduto in Thailandia, in un parcheggio a più piani della capitale, Bangkok. L'individuo è stato ripreso integralmente dalla videocamera di sorveglianza del parcheggio: si è avvicinato dapprima al cofano dell'auto strofinando le parti intime contro la griglia del motore. Naturalmente non gli è bastato e, dopo essersi portato in prossimità della parte posteriore della porsche bianca, ha ritenuto opportuno proseguire il singolare "approccio" emulando una specie di penetrazione utilizzando per alcuni secondi la marmitta. Soddisfatta la sua perversione si è poi allontanato dal parcheggio. Come avviene spesso in questi casi, il video dell'accaduto è diventato subito virale su internet e sui social network. Il proprietario del veicolo, appresa la notizia, stà valutando la maniera in cui denunciare il "car lover".

Considerazioni.

C'è da chiedersi: Come possono accadere cose simili?". Come giustificare episodi che non appaiono legati all'atto della semplice bravata ma a qualcosa di molto più profondo e contorto a livello mentale? In altre parole, provando ad entrare nel cervello a dir poco distorto di soggetti come questo, si intuisce chiaramente la volontà di voler sostituire il calore umano di una persona con un oggetto, l'auto in questo caso. E' evidente che qui si và oltre il piacere di guidare. Può l'auto diventare tanto ambita e ricercata in modo così ossessivo, perfino morboso? Per certe persone sicuramente sì, ma resta pur sempre un oggetto. Non sarà anche un pò colpa dei martellanti e continui spot che gli utenti subiscono senza tregua dalla mattina alla sera che recitano frasi come"guida in relax", "rilassati e godi" e altre cavolate simili studiate apposta per esaltare e vendere le autovetture? Quel che è certo è che ormai siamo tutti schiavi della tecnologia e del progresso (smartphone, pc e tablet inclusi) che però è, inevitabilmente, anche regresso.

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