"Chi sa di più trae sempre benefici dall'ignoranza e dalla povertà di ragionamento altrui" recita un detto che è bene tenere nella dovuta considerazione, se si vuole fare dignitosamente la propria strada nella vita. Un dato di fatto è che le aree geografiche maggiormente sottosviluppate e sfruttate sono quelle più arretrate culturalmente. L'ignoranza è anche la principale causa di conflittualità sociale, nonché di un'infinità di guerre. Non a caso, le zone del Pianeta teatro di conflitti sanguinosi e fratricidi coincidono con quelle dove è maggiormente diffuso l'analfabetismo. In altre parole, l'ignoranza rende succubi nei confronti di chi sa di più e genera povertà.

Non è un caso che i Paesi più progrediti siano quelli dove la matematica è più conosciuta e applicata nei vari campi dell'attività umana. Ciò significa che crescere culturalmente è l'unica vera possibilità di riscatto e di liberazione per l'umanità.

L'analfabetismo e le diseguaglianze

"Gli uomini e i popoli succubi sono sempre stati contraddistinti da un limitato senso critico" recita un illuminante detto. Infatti, l'informazione e l'istruzione rendono le persone consapevoli della loro condizione, nonché della loro forza politica e sociale. Solo grazie a questa "presa d'atto" è possibile rivendicare i propri diritti e migliorare la propria situazione. Ciò significa che essere succubi equivalequasi sempre ad essere più poveri.

Combattere l'analfabetismo e l'ignoranza è necessario anche permigliorare e rendere più gratificante la convivenza sociale perché, come recita un famoso detto, "Più grande è l'ignoranza, maggiore è l'intolleranza". E questa verità vale sia per le comunità di grandi dimensioni, sia perquelle piccole, compresa la famiglia che è la cellula della società.

In definitiva, le classi dirigenti che hanno veramente a cuore le sorti delle comunità umane piccole e grandi di cui sono a capo, debbono dimostrarlo adottando innanzitutto politiche ed iniziative miranti a sconfiggere il più possibile l'ignoranza che spesso è la causa principale della fame.

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