Le chiese in Italia sono sempre più vuote. Ciò che fa riflettere è l’età media di quanti frequentano le parrocchie e le funzioni religiose. Infatti, buona parte dei cattolici praticanti è anziana. Da Nord a Sud i fedeli giovani e giovanissimi sono sempre di meno. Un numero crescente di essi frequenta le parrocchie e le funzioni religiose fino all’età adolescenziale, cioè fino al momento della cresima.

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Ottenuto il sacramento, magari dopo aver partecipato assiduamente al catechismo, molti ragazzi si allontanano progressivamente dalla vita religiosa. Solo episodicamente tornano a messa, per lo più in occasione di cerimonie riguardanti i parenti come battesimi, comunioni, cresime, matrimoni e funerali. Tra l’altro sono in calo anche i matrimoni religiosi e questo è un altro sintomo della crisi che sta vivendo l’istituzione ecclesiastica. Eppure sono ancora molte le persone che si dichiarano cattoliche.

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"La parola conduce, ma l’esempio trascina" è una verità valida anche per gli uomini di chiesa

Sicuramente gli scandali finanziari e di altro tipo che hanno coinvolto in questi anni molti appartenenti all’istituzione ecclesiastica (non solo in Italia) hanno contribuito ad allontanare i fedeli dalla vita religiosa. C'è un paragone che mette bene in risalto il ruolo dei sacerdoti come guide spirituali: i fedeli sono come l'edera, i sacerdoti come i tronchi d'albero su cui essa si arrampica pur avendo vita autonoma.

La solidità dei tronchi è importante perché, se questi cadono, l'edera a loro attaccata subisce la stessa sorte. Ciò significa che i danni per l'immagine della Chiesa sono notevoli quando un sacerdote perde credibilità e tradisce la sua missione spirituale. C’è un detto che indica la linea di condotta più opportuna per gli uomini di chiesa. Esso recita: “In un sacerdote debbono convivere l’uomo di pedagogia con l’uomo di misericordia”.

La crisi delle vocazioni

Si consideri che molti preti sono anziani e non riescono più a stare al passo con i tempi e con i cambiamenti culturali in atto nella nostra società, nonostante continuino a svolgere in modo encomiabile utili attività formative e di assistenza in ambito parrocchiale e oratoriale. I sacerdoti sono sempre meno e la loro età media è alta perché da anni c’è la crisi delle vocazioni, a cui si è fatto fronte con rinforzi stranieri ( si stanno svuotando anche case religiose, conventi e monasteri).

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Il ruolo di Papa Francesco

Per i sacerdoti intenzionati a cambiare in meglio la situazione è essenziale sforzarsi di seguire il più possibile l’esempio dell’attuale papa. Grazie all’esperienza acquisita sul campo in America Latina e nei sobborghi poveri della “sua” Buenos Aires, Papa Francesco è la persona giusta per far fronte alla crisi dell’istituzione ecclesiastica. Finora, tuttavia, fa fatica ad ottenere dei risultati nonostante il suo carisma e la sua credibilità che gli hanno assicurato una grande popolarità.

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Egli è stato a lungo in mezzo ai poveri e si è battuto con forza contro le diseguaglianze; di conseguenza ha conosciuto tante miserie umane sia morali che materiali. L’invito ad essere pastori con l’odore delle pecore, rivolto ai sacerdoti ad inizio pontificato, la dice lunga sull’idea che l’attuale papa ha della Chiesa. Come intenda la sua missione si capisce anche dalla scelta di chiamarsi Francesco come il Poverello di Assisi, un uomo di pace e amante del Creato che è diventato povero di sua volontà e si è messo al servizio dei deboli e degli emarginati.

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