La strade verso l'inferno, si dice, sono lastricate di buone intenzioni. Alcune però portano anche alla fama. È il caso dell'olandese Tanja Nijmeijer che nel 2002 decide di partire per il Sudamerica, destinazione Colombia. Il paese è da decenni teatro di una guerra che gli esperti definiscono di "bassa intensità". La morte di Pablo Escobar, ex imperatore del narcotraffico, ha parcellizzato il panorama criminale.

Alcuni gruppi storici però, resistono ai cambiamenti. Fra di loro le FARC (Forze Armate Rivoluzionarie Colombiane). È lì che Tanja Nijmeijer decide di arruolarsi.

Da un paesino olandese alla foresta pluviale

La ragazza nasce in Olanda nel 1978 nella cittadina di Denekamp. Ha studiato letteratura e parla spagnolo, olandese, tedesco e inglese. Come molti sognatori ha deciso, una decade fa, di combattere in una guerra non sua contro uno Stato che per lei rappresentava la corruzione e la violenza, quello colombiano.

Nelle Farc ha fatto molta gavetta ed oggi è uno dei volti presentabili dell'organizzazione che anni fa aveva un'agenda politica, ma che si è sempre più orientata verso il narcotraffico, i sequestri e la criminalità organizzata. Tanja Nijmeijer oggi siede al tavolo dei negoziati a Cuba, dove il governo del presidente Juan Manuel Santos cerca di firmare un accordo di pace con l'organizzazione. Un accordo i cui termini sono finora segreti, ma che prevederebbero, secondo le indiscrezioni, un'amnistia per tutti gli ex guerriglieri.

Una star mediatica

Tanja Nijmeijer è oggi uno dei volti spendibili dall'organizzazione. Ha un profilo Twitter con moltissimi followers e modera un programma da Cuba che si chiama "Informativo Insurgente", che si diffonde soprattutto attraverso internet, assieme a Boris, il suo compagno che è un alto dirigente delle Farc. La donna arriva per la prima volta in Colombia, nella città di Pereira, 15 anni fa grazie a un programma di scambio che la porta ad insegnare inglese ai figli dei ricchi della regione. Durante questa esperienza però, s'impregna di testi rivoluzionari e decide di scrivere la propria tesi universitaria proprio sulle Farc.

Il passo decisivo

È però nel 2004 che Tanja Nijmeijer decide di arruolarsi. Sulle prime non è facile, deve fare lavori umili di retrovia, dal raccogliere legna a cucinare a scavare latrine, ma la sua testardaggine la porta a conquistare la fiducia dei capi (e il cuore di uno di loro). Oggi attende la nazionalità colombiana e un probabile futuro politico se le Farc dovessero approdare in Parlamento.

Raggiunta dai media colombiani nel 2010 la madre la descrive come una "ragazza mossa da ideali di giustizia sociale".

Ideali che difficilmente potrebbero coincidere con le bombe, i sequestri di massa, il taglieggiamento dei negozianti della regione dove le Farc sono operative. La presenza all'Avana come membro della delegazione che negozia la pace, però, le è valsa la cancellazione dall'elenco dei ricercati dell'Interpol. Fra l'altro è accusata di avere partecipato al rapimento di tre contractors americani.

Non ha mai ammesso di aver sparato o ucciso, ma ha sempre cercato di giocare sulla poesia della guerrigliera che lotta per i diritti di tutti, calata in un personaggio che le ha dato fama e, forse, fortuna. Adesso la politica l'aspetta.

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