Il ritardo nell'approvazione del Ddl presentato dall'ex radicale Della Vedova alla Camera, provocato da una serie impressionante di emendamenti presentati dall'opposizione con il palese intento di ostacolarne e impedirne l'approvazione, potrebbe rappresentale l'ennesimo sintomo della non volontà del Governo di permettere la legalizzazione della marijuana? La prima cosa che viene da pensare è ovviamente che il problema nasca ancora una volta dalla presenza del Vaticano in Italia e nell'ideologia politica italiana.

Nonostante il chiaro effetto negativo che comporterebbe per le narcomafie il poter tranquillamente acquistare sostanze presso esercizi commerciali legali e controllati, la diminuzione del carico di lavoro che comporta per la Giustizia il perseguire tutte le attività, ricreative o di lucro, che sono legate alla cultura dello spinello, nonchè l'aumento indiscutibile delle entrate legali che comporterebbe, sembra oramai chiaro che il Governo italiano non sia ancora disposto ad andare oltre le sperimentazioni per quanto riguarda l'uso terapeutico per spostarsi verso una vera e propria commercializzazione della cannabis, intesa come prodotto di consumo al pari di sigarette, alcolici e medicinali.

Al contrario delle decine di stati del Mondo dove, naturalmente per le sole persone maggiorenni, l'uso e la vendita di questa sostanza non rappresentano più un'attività criminale.

E' forse su questo punto che la Camera si è soffermata e probabilmente basa la propria non volontà di legalizzare totalmente la canapa indiana: l'impatto sui giovani. Bisogna purtroppo tenere presente l'esempio della Svizzera, dove la sperimentazione della legalizzazione totale della sostanza ha creato sì un mercato e un volume d'affari notevole per diversi anni, ma ha appunto avuto un impatto disastroso sulla vita di migliaia di giovani ragazzi, minorenni e non, che si sono letteralmente rovinati l'esistenza diventando dipendenti dalla sostanza, la cui diffusione sul mercato nero è aumentata assieme con la qualità, o peggio finendo in guai legali seri per aver tentato la strada del contrabbando verso le nazioni vicine, tra cui appunto l'Italia.

E nell'Italia che al Bar dello Sport, si sa, è il "Paese dei Furbi", mantenere il controllo sugli under 18 e su chi troverebbe una fonte di lucro interessante nel procurargli sostanze che altrimenti non gli sarebbe consentito acquistare, potrebbe rappresentare più che un miglioramento, uno stravolgimento professionale per chi ha il dovere di mantenere l'ordine pubblico. Questo week-end si cercherà di sensibilizzare l'opinione pubblica con due iniziative importanti: in primis Cannabis Protectio,una tre giorni di informazioni a Bologna durante la quale Pippo Civati testimonierà e presenterà la nuova edizione del "Libro Bianco sulle Droghe", raccolta di esempi sul fallimento delle politiche repressive, con raccolta firme e diversi eventi musicali tra live e dj set.

Singolarmente, l'evento si terrà senza il placet del Comune, un vero peccato secondo il presidente dell'Aics Serafino D'Onofrio che ha commentato "Non so perchè discutere di questi temi faccia paura, nessuno si farà le canne". In secondo luogo i Radicali, come annunciato dal segretario nazionale Riccardo Magi, saranno presenti in moltissime piazze italiane con banchetti per la raccolta firme a favore del Ddl.

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