Caso Clinton riaperto dal Direttore dell'FBI, James Comey. Niente è ciò che sembra. Vecchio motto giornalistico made in USA, che funziona anche oggi. Anche e forse soprattutto in presenza del caso più burocraticamente intricato, da un lato, e maledettamente chiaro, dall'altro: Hillary Clinton è ormai un dossier sempre aperto.

Effetto valanga contro Hillary, ma questo non spiega niente

Se osserviamo l'effetto trascinamento dell'ultima cavalcata di Donald Trump, in questa turbolenta ma e affascinante campagna elettorale americana, vale a dire il campione anti-establishment al 43%, e la zarina della nomenklatura di Washington al 46%, il rischio è farci accecare dalla falsa luce dei numeri.

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La tifoseria qui non serve, aiuta di più ascoltare chi il potere americano lo conosce e l'ha attraversato per venticinque anni: Paul Craig Roberts, un golden boy di Ronald Reagan.

Craig Roberts, certamente non un supporter della Clinton, ma - attenzione - neanche classificabile fra i repubblicani né di vecchio, né di nuovo stampo (ammesso che ce ne siano), è un economista culturalmente raffinato, che picchia sull'establishment di Washington ed oggi sostiene posizioni vicine a quelle di Trump.

Conosce Washington come pochi altri oggi in America e scrive che il Direttore dell'FBI, James Comey, non ha riaperto il fascicolo Hillary Clinton "semplicemente perché sono emerse nuove mail che la incriminano", ma "perché non c'è nessun dubbio che Donald Trump sarà il nuovo Presidente degli Stati Uniti". 

FBI, macchina del potere che affianca l'anti-establishment

La testi dunque è chiara e ficcante: l'FBI è oggi più una macchina del potere che un' "affidabile" agenzia governativa e oggi questo pezzo del sistema si è messo dalla parte di Trump, perché sa già, ha gli strumenti per affermarlo e ha le chiavi per vagliarlo, che il tycoon anti-establishment vincerà le elezioni.

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Quindi, meglio affrettarsi a scegliere la parte giusta al di fuori di ogni sospetto, con l'unico strumento possibile, vera arma letale, e che, tra l'altro, ha fondamenti che da più parti vengono considerati oggettivamente fondati: il caso Hillary Clinton. Donald Trump vincerà le elezioni? Ho già scritto: it ain't over till it's over. Oggi ribadisco: tutto aperto, con margini crescenti per Trump.

Non è casuale che il popolo della rete, sì proprio quello bollato, oggi, di "populismo", perfino nella smarrita America, europeizzata ideologicamente, almeno ai piani alti della cosiddetta "cultura" e del potere.

Così, il Direttore dell'FBI, James Comey, sta facendo politica alla grande e con un certo gusto ad un tempo tattico e strategico. Perché? Innanzitutto, perché primum vivere, deinde philosophari. La vita del sistema viene prima della Clinton, anche quando la zarina sembra essere l'alfiere della stabilità. Perché si tratta di quella "stabilità2 che rende instabile tutto il resto. Meglio spettinare Trump nei talk show. Il popolo ringrazia, applaude e vota.

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Chi, ormai è chiaro. Anche a James Comey.

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