Trump for President! L’America ha fatto la sua scelta. Non è stato sufficiente l’intervento di Madonna, Cher, Beyoncè, Lady Gaga, Robert de Niro, Bon Jovi e molte altre star a sostenere la campagna elettorale di Hillary Clinton. Non è stato sufficiente il forzato “endorsement” di Obama e Michelle a favore della candidate democratica.

Non è stata sufficiente l’azione dei media di tutto il mondo a sostenere la futura prima presidente donna degli USA.

Non è addirittura stato sufficiente il mezzo miliardo di dollari investiti dalla Clinton in comunicazione (pare sia dieci volte in più rispetto a quanto speso da Trump) e non è stato altrettanto sufficiente il fatto che Donald Trump, non solo non fosse pienamente sostenuto dal suo partito Repubblicano per la campagna elettorale ma che addirittura risultasse avere avuto una condotta discutibile, prima e dopo la campagna elettorale.

I media, i polls e le statistiche che in questi mesi davano come favorita la Clinton hanno completamente fallito e gli Americani, hanno scelto e votato in modo schiacciante: Donald Trump è di fatto il 45esimo Presidente degli Stati Uniti.

Non posso fare a meno di chiedermi, allora, come sia possibile che, nonostante viviamo in un fervente momento in cui la comunicazione tramite web, tramite socials, confronti e talks show, in molte occasioni alcuni “grandi” fatti ci hanno così sorpreso e spiazzato.

Mi chiedo: come mai i media sono così lontani dalle gente comune? Cosa sta accadendo?

Potrebbe essere che infondo la realtà è davvero troppo complessa per essere letta sui socials? Oppure, di contro, la realtà è molto più semplice di come traspare?

La realtà sentita non è mai la realtà vera: quando trascorriamo tempo all’estero o in un’altra città, per esempio, e poi ritorniamo a casa, la “realtà” in cui ci re-immergiamo non coincide con quella percepita.

Il nostro cervello infatti mette in atto un sistema di filtraggio degli input che provengono dall'esterno, indirizzando la nostra attenzione su ciò che è necessario alla sopravvivenza. Siamo noi, di fatto, a costruire inconsciamente la nostra realtà.

Che ruolo hanno i mezzi di comunicazione nella percezione della realtà?

I mezzi di comunicazione creano una propria personale realtà. Chiunque faccia informazione, dal grande giornalista al piccolo blogger indipendente, sa che non è importante la notizia di per sé, bensì quale notizia.

Va da sè che chi fa informazione deve avere un pubblico e per avere seguito ha bisogno di puntare su quelle notizie che “fanno notizia”, che scaturiscono interesse, che alimentano un certo tipo di realtá. Non tutte le notizie portano lettori e per questo motivo i media preferiscono certe informazioni piuttosto che ad altre.

La realtà non è quella che ci raccontano i media: quella è la loro realtà.

E i Social Networks?

Nei Socials assistiamo invece alla creazione di una realtà personalizzata, ovvero di un'altra rappresentazione della realtà.

Anche i social networks infatti alterano la realtà secondo i loro scopi, e filtrano per noi un certo tipo di informazione (i nostri gusti, I nostril interessi, hobbies, ecc). Ad esempio, se attraverso i Socials interagisco mostrando palese interesse per il mondo Gluten Free, piano piano mi convincerò che le persone intorno a me seguono un’alimentazione gluten free perchè non ho interagito con persone che non soffrono di intolleranze e i loro post, aggiornamenti e commenti lentamente non mi verranno più mostrati.

Questo lento procedimento ci porta a vedere solo cose affini a noi, e ci spinge erroneamente a credere che quella sia la realtà.

Insomma,la realtà è il modo in cui le cose sono realmente, non il modo in cui vorremmo che fossero. È l'insieme delle condizioni sociali e morali, che condizionano un individuo e come ha detto il regista Tim Burton: “la follia di una persona è spesso e volentieri la realtà di un'altra”.

Chissà qual’è stata la realtà percepita dagli elettori americani e quale realtà sarà, di conseguenza, anche la nostra..

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