Il procedimento è semplice: sono a casa, mi annoio, cosa faccio? Guardo un film. L'essere umano è alla continua ricerca di emozioni che sappiano "stregare" la sua mente, e un metodo facile per soddisfare quest'esigenza è la visione di un film, che non è nient'altro che un generatore di emozioni di vario tipo, con la finalità di coinvolgere il pubblico che lo segue. Tutto ciò avviene nonostante - quasi sempre - ci si approcci ad esso ben sapendo che quanto raccontato è, in realtà, finto.

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Un chiaro esempio di pellicola ricca di contenuti in grado di appassionare da diversi punti di vista lo spettatore, è "Fast and Furious", saga cinematografica sulle corse d’auto clandestine. Si tratta, senza ombra di dubbio, della saga "non fantasy" più fortunata del nuovo millennio, in quanto ha riscosso un successo planetario. Da qualche giorno, su internet, sta spopolando il nuovo trailer dell'ottavo film di "Fast and Furious", ambientato a New York, soprannominato "The Fate of the Furious", che in meno di 24 ore ha raggiunto 139 milioni di visualizzazioni su YouTube.

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Parte del suo successo deriva dal fatto che, come in ogni saga cinematografica che si rispetti, anche questa sia stata in grado di evolversi sotto molti aspetti: dalle storie raccontate alle automobili, fino ai personaggi che hanno saputo ulteriormente arricchire il già avvincente contenuto. A tal proposito Vin Diesel (Dominic Toretto) e il compianto Paul Walker (Brian O’Conner), scomparso proprio in un incidente d’auto, sono attori che hanno dovuto gran parte della loro fama al mito di "Fast and Furious".

Questo prodotto mediatico si è guadagnato le luci della ribalta, anche grazie ad un contesto sociale nel quale le corse clandestine di macchine truccate erano all’ordine del giorno tra i più giovani, soprattutto tra quelli provenienti dal Sud America e pure dagli Stati Uniti. Intorno alla fine degli anni '90/inizio anni 2000, vennero realizzati anche vari videogiochi quali, ad esempio, "Grand Theft Auto" o "Need for speed", basati principalmente su corse illegali d’auto.

"Fast and Furious" è una serie che appassiona e ha appassionato soprattutto le fasce d’età giovanili; ha influenzato lo stile di vita di molte persone (modo di vestirsi, se non addirittura di guidare un’automobile), ed è stato quindi un fenomeno che ha generato varie tendenze, sia positive che negative, all’interno dei contesti sociali. Inoltre la visione di questo genere di film ha come obiettivo la promozione di diversi tipi di valori, quali quello della famiglia - considerata la cosa più importante - ma purtroppo anche le tematiche relative alla violenza e alle corse clandestine.

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Purtroppo sono stati diversi gli episodi di cronaca nera che sono seguiti alle proiezioni dei vari capitoli della saga. Ad esempio due orientali, volendo imitare le gesta dei protagonisti della pellicola, dopo aver deciso di prendere le loro vetture sportive di lusso, hanno organizzato una gara per le strade di Pechino, restando vittime di uno spettacolare incidente che, fortunatamente, non gli è costata la vita.

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Questa è una chiara dimostrazione di come, a volte, la visione di un determinato prodotto mediatico possa far compiere alle persone delle azioni apparentemente ingiustificate o fuori da ogni tipo di logica.

In questo caso, l’effetto creato dai media verso il consumatore è di tipo "forte": non si riesce più a distinguere la vera realtà da quella prodotta dal mezzo di comunicazione di massa che istilla ideologie, opinioni e credenze che sono spesso costanti.

Risulta quindi fondamentale stabilire cosa sia giusto trarre dalla visione di un film, dalla lettura di un articolo di giornale o dall’ascolto di una canzone. Si può essere influenzati da una vastità immensa di prodotti, ma l’importante è che non si perda la concezione del proprio essere. Siamo noi che determiniamo le nostre azioni, nessun altro deve agire direttamente o indirettamente al nostro posto.

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