Abbiamo già parlato del progetto politico di Giuliano Pisapia nel dicembre 2016, dopo il responso del Referendum sulle Riforme Costituzionali. In quella opportunità, l’iniziativa di Pisapia ci sembrò una buona idea, visto che lo scopo precipuo, del progettato impegno, era quello di dare manforte al PD, uscito bastonato dalle elezioni referendarie. Le assicurazioni pervenuteci dalla stampa, e cioè di creare non un partito politico, ma solo un movimento di pensiero a sostegno del Centrosinistra, senza però diventare ‘la stampella del PD’, ci sono sembrate rassicuranti.

In buona sostanza lo scopo era quello, nelle intenzioni iniziali, di liberare il PD dalla necessità di stringere alleanze improprie, per la sua sopravvivenza: alleanze che hanno poi portato il partito ai punti più bassi della popolarità tra gli elettori.

Preparativi in corso per la nuova struttura

Finalità quindi meritevoli, per aiutare. La macchina che però si è messa in moto, per questo nuovo movimento, con la candidatura di Laura Boldrini, è quanto mai, a nostro avviso, improvvisata, e marcia verso, non al ‘movimento di pensiero’ come promesso, ma nella direzione di un partito politico, con sicure spese a carico del PD. L’effetto che inizialmente, nobile, si voleva ottenere, è stato capovolto con l’azione, con danni politici che saranno sicuramente a carico dell’area di Governo, secondo noi, e ad esclusivo beneficio dell’area ‘Grillo’.

Se va in porto, invece, il progetto iniziale, si verranno a consolidare i due poli principali: da una parte si rafforzerà ancora Grillo, e dall’altra, il nuovo Centrosinistra che assorbirà molti elettori di centro.

All’orizzonte nuovo bipolarismo

In questo scenario può trovare spazio l’azione di Pisapia, ed il nuovo centrosinistra potrà rappresentare un 50% circa dell’elettorato.

Scomparirebbe così il tanto propagandato tripolarismo di comodo, per restare con un ‘bipolarismo sui generis’. Resteranno orfani piccoli partiti venuti fuori da scissioni od altro. Certo il PD deve scuotersi e prendere insegnamento dall'esito del Referendum, ed abbandonare la politica fin qui portata avanti per passare all’azione, recuperando persone valide, ed anche Pisapia.

Prima di tutto deve darsi, il PD, un nuovo piano di sviluppo con pochi punti, ma qualificanti. Al centro deve porre il ‘Lavoro’ come frutto, non soltanto dei lavoratori, ma anche degli imprenditori. Il Lavoro è un pacchetto di cui ne fanno parte chi lavora, chi imprende e chi rischia. Tutte e tre queste componenti devono essere sostenute di concerto, con la collaborazione del Sindacato, ed i risultati economici distribuiti nelle giuste proporzioni. I tempi sono cambiati, occorre cambiare non solo i Vaucher con regole precise di utilizzo, ma anche e soprattutto di mentalità. Quello che diciamo può sembrare assurdo, ma è di sinistra: una sinistra che guarda avanti. Inoltre per concludere, ricordiamoci che in Italia, un pensionato che avesse necessità di rinnovare la patente, spende €.150: è la realtà.