Giulio Gallazzi potrebbe rappresentare uno dei più grandi rimpianti della storia del Genoa. Parliamo dell'uomo dei fondi, che, insieme a Beniamino Anselmi e i suoi partner miliardari, aveva tentato di acquistare il club più antico di Italia nell'estate del 2017.

Fondi miliardari e garanti di prestigio, quando Gallazzi tentò di comprare il Genoa

L'affare era partito nel migliore dei modi, tanto da spingere Enrico Preziosi a dichiarare la società in procinto di passare ad un nuovo proprietario.

"Sarà la mia ultima intervista da presidente", aveva detto Il Joker. Salvo poi ritrattare e mandare tutto a monte per un'offerta ritenuta troppo modesta. Eppure c'erano tutti i segnali affinchè la trattativa andasse a buon fine, perchè oltre alle parole del presidente del Genoa, il manager bolognese Giulio Gallazzi si era presentato a carte scoperte, con Bybrook Capital Llp come fiore all'occhiello.

Per assicurare investimenti ambiziosi, l'uomo d'affari bolognese aveva coinvolto il noto fondo di investimento con un portafoglio da due miliardi di dollari. E non solo, tra i suoi partner risultavano altri soggetti molto ambiziosi che avevano persino fatto preoccupare Gallazzi. All'epoca l'uomo dei fondi disse di sentirsi oltremodo responsabilizzato per l'interesse creato attorno al Genoa: "Bybrook è un colosso della finanza e ci sono altri investitori molto ambiziosi che non temono l'esborso dei soldi.

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Semplicemente perchè non vogliono una squadra anonima in classifica". Giulio Gallazzi aveva fatto passi da gigante, studiando tutto nei minimi dettagli. Nel cda "veicolo" risultavano nomi del calibro di Gustavo Perrotta, profilo di spicco di Credit Suisse apprezzato dalle banche d’investimento.

Dal mercato al marketing, tutte le idee sfumate di Gallazzi

Il manager felsineo si sarebbe occupato in prima persona del Genoa, affiancato da un uomo esperto e stimatissimo dal mondo dell'alta finanza come Beniamino Anselmi.

Un binomio che avrebbe potuto cambiare radicalmente gli obiettivi del Genoa, a cominciare dal rafforzamento della squadra e dalla valorizzazione del brand rossoblu in tutto il mondo. In questo senso Giulio Gallazzi aveva strizzato l'occhio al mondo dei social con il coinvolgimento diretto della città di Genova. Ipotesi e sogni che si sono frantumati proprio sul più bello, nonostante la tenacia dell'uomo d'affari bolognese che vide sfumare un'operazione complessiva da oltre 120 milioni di euro.

Qualcuno pensò che Sri Group non fosse in grado di subentrare a Preziosi, anche per apparenti discordanze sulla cifra effettivamente offerta e l'esborso economico paventato dal gruppo. In tal senso, Gallazzi non aveva fatto mistero di non aver avuto accesso totale alla contabilità del Genoa. Dunque sembrerebbe che Sri Group ebbe accesso soltanto a dei dati parziali, da verificare in una fase a cui non si è mai arrivati.

Eppure Sri Group era pronta a farsi carico degli allora sessanta milioni di euro di debito con l'erario, ma per Preziosi non erano gli interlocutori giusti. E oggi che il nome di Gallazzi è tornato sotto i riflettori per il commento sulla presunta trattativa tra gli americani e il Genoa, ci si domanda se sul suo conto avesse ragione Preziosi o se fosse soltanto uno dei suoi innumerevoli errori di valutazione.

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