Prosegue senza sosta l'incessante rincorsa al misterioso nome che sarà il nuovo allenatore della Juventus per la stagione 2019/2020. Il successore di Allegri avrà una pesante eredità da raccogliere, dati gli 11 trofei ottenuti in 5 anni dal tecnico livornese alla guida della Juve. Dall'esonero di mister Max fino ad oggi le voci si rincorrono giorno dopo giorno a caccia del nome giusto e di colui che per primo c'azzeccherà e darà al mondo del calcio italiano la tanto attesa news.

E' una battaglia senza esclusione di colpi tra i giornalisti più autorevoli che indicano da settimane il nome di Maurizio Sarri come prossimo coach della compagine bianconera, e il resto del mondo della nuova informazione, quella fatta dai social, dai giornalisti emergenti o da quelli che provengono da ambiti non propriamente sportivi, o ancora dagli youtubers che hanno "le loro fonti" e che sanno il fatto loro.

Questa altra faccia dell'informazione punta dritto su un nome altisonante e apparentemente irraggiungibile, Pep Guardiola.

In tutto questo marasma di notizie, soffiate, indiscrezioni e informazioni dell’ultim’ora, esistono però alcune certezze.

Tra un nome e l’altro alcuni punti fermi

La Juve si è detta serena, sta vagliando alcuni nomi e di certo sa il fatto suo. Ha sondato il terreno per arrivare a Guardiola e lo ha fatto anche con Sarri.

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Juventus Serie A

La calma apparente del club Torinese è un chiaro segnale del fatto che ai piani alti in casa Juve sanno già tutto. Sanno chi sarà il prossimo allenatore, o chi è già il nuovo mister bianconero, sanno come muoversi e come comunicare anche con il silenzio di questi giorni. Piano A o piano B, di certo non sono degli sprovveduti.

Ma allora cosa sta aspettando la Juventus?

In molti sostengono che i bianconeri siano in attesa della risoluzione dei rapporti, dello svincolo dai contratti in essere tra Sarri o Guardiola e le rispettive società di appartenenza.

Sarri ha già ribadito a più riprese la sua voglia di tornare in Italia e del resto, nonostante l’ottima annata appena conclusa al Chelsea con la vittoria dell’Europa League e la qualificazione dei Blues per la prossima Champions League, il suo lavoro non è mai stato pienamente apprezzato dal club Londinese che non sembra troppo preoccupato di privarsi del tecnico toscano.

Guardiola, invece, ha chiuso l’ennesima fantastica stagione durante la quale ha trionfato in Premier League ed ha conquistato in totale 4 trofei nazionali.

Durante un’intervista ha voluto sottolineare la bellezza del calcio inglese, la difficoltà di un campionato molto competitivo e la grande differenza rispetto agli altri campionati Europei, dichiarando anche “indosso la maglia azzurra e sono uno di voi” riferendosi ai tifosi del Manchester City e questo, da molti, è stato interpretato, a buon diritto, come una definitiva dimostrazione dell’impossibilità della Juve di arrivare al tecnico spagnolo.

In mezzo a questi due diversi profili, entrambi di indubbio carisma e di grande spessore, si piazzano le miriadi di voci diffuse dall’informazione digitale e non. C’è chi scrive di “cifre” e di “pre-accordi”, chi parla di date e da per certo l’arrivo di Guardiola per giorno 14 giugno, data fatidica perché coincide con la chiusura dei tour allo Stadium. C’è chi parla di Sarry day e di mercato in funzione del prossimo tecnico.

Insomma il web si divide e non passa giorno che non veda nuovi sviluppi, nuove testimonianze, nuove info da riportare alle masse di tifosi che aspettano trepidanti che venga finalmente pronunciato il nome di mister X.

Qualunque sia la scelta della Vecchia Signora solo il tempo potrà dircelo e il nome “giusto” per la Juventus 9.0 sarà certamente quello più adatto ad un’investitura di grande peso come quella della panchina bianconera. Un’ultima certezza va sottolineata, la Juve ha deciso di cambiare, di ripartire e di invertire la rotta rispetto a ciò che è stato costruito in questi ultimi 5 anni. Sarri o Guardiola, Guardiola o Sarri, non è questo il problema, perché entrambi i tecnici sono fautori di un calcio totalmente in antitesi con quello che la Juve ha espresso fino al mese scorso. Tutto cambierà e vincere sarà sempre una grande sfida, e sarà sempre l’obiettivo primario a prescindere dal nome del nuovo mister.

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