Nella seconda serata del Festival di Sanremo si sono esibiti quattro artisti delle nuove proposte e i restanti 13 big in gara. Quanto al primo gruppo, accedono alla finale di venerdì 5 marzo Wrongonyou e Davide Shorty.

Nella classifica provvisoria della giuria demoscopica della seconda serata spiccano Ermal Meta, Irama e Malika Ayane rispettivamente al primo, secondo e terzo posto. In quella generale provvisoria, troviamo invece sul podio Ermal Meta, Annalisa e Irama.

Le nuove proposte

Wrongonyou - Lezioni di volo 8: Wrongonyou dà il via al secondo appuntamento del Festival di Sanremo.

La voce c'è, la struttura del brano anche. Inizio soffice, strada facendo esplode. Poi suona (quindi scrive). Buone chance, almeno per il futuro.

Greta Zuccoli - Ogni cosa sa di te 6: bella l'attitudine, però noiosetta. Va bene la transizione ecologica, però questi alberi infiniti finiscono per non far concludere la canzone.

Davide Shorty - Regina 7: ritmo da schiocco di dita jazz. Suona, suona molto, soprattutto con l'orchestra. Vibrato riconoscibile. Peccato, avrà difficoltà nella giungla radiofonica al di fuori di Sanremo.

Dellai - Io sono Luca 4: sarebbe preferibile che si indirizzassero altrove.

I 13 Big in gara: da Orietta Berti a Irama

Orietta Berti - Quando ti sei innamorato 6: il pubblico è pubblico.

Occorre prendere atto del fatto che davanti alla Tv alle 21:45 ci sono anche persone di una certa età pronte ad innamorarsi. Un lento da balera romagnola del 2021. Le orchestre di liscio sono già pronte a studiare il pezzo per la stagione estiva?

Bugo - E invece sì 7: eravamo rimasti a "Dov'è Bugo?". Fortunatamente c'è. Tra meme e filtri Instragam ci si era dimenticati di Bugo cantautore.

Senza Morgan performa anche meglio.

Gaia - Cuore amaro 5: danza del ventre o Elettra Lamborghini? Testo semplice, base altrettanto. Una banalità che però alla fine funziona. Nella sua comfort-zone.

Lo Stato Sociale - Combat pop 9: band senza frontman. Uno show totale, una confusione da festa alle 3 del mattino. Ottime le caricature delle leggende del rock.

Era quello che ci voleva per saltare da ovunque si fosse seduti. Il boogie e il twist non passano mai di moda. Neanche gli anni '70.

La rappresentante di Lista - Amare 8: interpretazione magistrale. Si sente Dardust ma si sente anche la voce di Veronica, lieve e pungente allo stesso tempo. Bell'atmosfera, direbbe Ghali. Nota di colore: tutto questo fucsia da matrimonio in pieno agosto si poteva anche evitare.

Malika Ayane - Ti piaci così 7: tra le cantanti e canzoni pop, la migliore è la migliore. Molto femminile, tuttavia senza retorica. Aleggiavano sonorità anni '80. Il look non è molto convincente, ma se "ti piaci così" lo accettiamo.

Ermal Meta - Un milione di cose da dirti 7: Ermal è un "lupo" da Ariston.

Questa canzone sembra già piazzata sul podio. Ci si incastra perfettamente. Ora bisognerebbe capire se è nato prima il pezzo o prima l'idea del Festival.

Extraliscio feat Davide Toffolo - Bianca luce nera 6: quando si fa un esperimento, inevitabilmente il risultato non può che essere sorprendente. Per giunta, sperimentare è sintomo di maturità artistica. Il prodotto finale è una novità ma, per rassicurare gli adepti al ballo di coppia, sempre fox è. Uno a destra, due a sinistra.

Random - Torno a te 4: Random di nome e di fatto. Mi gira intorno, giri intorno, casca la terra e tutti giù per terra.

Fulminacci - Santa Marinella 9: racconta Roma come solo uno che ci è nato e la vive sa fare. Il suo è puro stile "Cantautorale" con la C maiuscola.

È la rivelazione della musica d'autore. Fulminacci avrà il suo pubblico anche in un teatro vuoto da qui ai prossimi vent'anni.

Willie Peyote - Mai dire mai (la locura) 8: una bomba dinamitica. Stile molto personale. Willie Peyote incarna lo spirito del rap/rock soprattutto nei testi. Una performance da pazzi. Il contrario di quel che si definisce politically correct.

Gio Evan - Arnica 5: eccessivamente figurativo, anche se la mimica è servita. Infatti, cattivo uso dell'amplificazione e del fiato hanno reso la pronuncia delle parole poco chiara.

Irama - La genesi del tuo colore 6: non tutti i mali vengono per nuocere. Qualora si fosse esibito in live, Irama avrebbe avuto un outfit decisamente peggiore.

Total pelle, e l'effetto finale è Mediterranea cantata da Gianluca Grignani. In ogni caso, ballabile. Il reggaeton in sottofondo si sente, garanzia hit.

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