In un'operazione congiunta tra i Gruppi di investigazione sulla criminalità organizzata della guardia di Finanza di Palermo (Gico) e i carabinieri del nucleo investigativo sono stati sequestrati stamane a Palermo beni per 10 milioni riconducibili alla mafia. Nei guai sono finiti due personalità già conosciute alle forze dell'ordine. Si tratta di Maurizio De Santis, attualmente detenuto, già titolare del ristorante "Cucì" già "il Bucatino" di via principe di Villafranca, e di suo genero Luigi "Gigi" Salerno, condannato con sentenza definitiva a 9 anni di reclusione per estorsione aggravata e associazione mafiosa.

Altri locali posti sotto sequestro

Oltre al già citato ristorante, sono stati posti i sigilli al bar "Tabacco e caffé" di via Gaetano Daita e al "Jazz 'n Chocolate" locale in via Giacaleone cui sarebbe stata sequestrata una quota pari al 60%. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri questi locali erano un punto di ritrovo per mafiosi della provincia. Da lì partivano gli ordini dei loschi affari di Cosa Nostra. Agivano indisturbati, senza che nessuno vietasse loro nulla.

Decisive per l'esito delle indagini sono state le incongruenze nella dichiarazione dei redditi di De Santis e di Salerno e le aziende passate al setaccio dalle fiamme gialle. Da lì il sospetto poi tramutatosi in realtà che De Santis e Salerno altro non fossero che dei prestanome dei boss.

De Santis in galera per pizzo e furto

Nel 2014 De Santis era finito in galera assieme al proprio fratello per aver chiesto il pizzo a due imprenditori di una ditta di trasporti di Bagheria. Alla coppia era stato rubato anche un rimorchio, poi servito per trasportare 168 mila euro di merce ad un negozio di elettrodomestici. Ai due oltre alla protezione in cambio di denaro, fu confessata la vicinanza ai boss mafioso di Porta Nuova Alessandro D'ambrogio.

Salerno è considerato dagli inquirenti "socialmente pericoloso". Il suo nome è accostato sia al boss Giuseppe Di Giacomo, che lo avrebbe anche voluto morto perché colpevole di pensare solo ai propri interessi. Prima che venisse ucciso, Di Giacomo aveva cercato di avvicinarlo attraverso il boss di Porta Nuova D'Ambrogio, a cui sarebbe stato dato l'incarico di coinvolgere Salerno in un traffico di stupefacenti da 100 milioni.

I beni di De santis

Tra i beni sequestrati a De Santis anche la ditta di trasporti "De Santis Maurizio", specializzata nel commercio e smistamento di ceramiche di alta qualità. Ma anche la ditta edile "Glogad srl" le società di ristorazione "Grc. Srl" e "Tades Srl". Oltre a cinque conti bancari sono stati sequestrati anche tre appartamenti a Palermo e uno a Santa Flavia, località turistica apprezzata e conosciuta per la sua location in uno dei golfi più belli della Sicilia. A Salerno sono stati sequestrati nove conti bancari e sei automezzi, tre appartamenti e altrettanti magazzini a Palermo, un appartamento a Monreale e un negozio a Palermo. Cinque terreni tra Tappeto e Monreale. Il 60 % della società "Jnc srl" e la "Salerno Rosalia" che si occupava della vendita al dettaglio di monopoli e ristorazione.

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