"Dopo aver partecipato alla marcia di Natale di Romatorneremo davanti alle carceri siciliane già dagli inizi del 2014 per chiedere al Parlamento indulto e amnistia subito. Dueprovvedimenti di clemenza che dopo la condanna della Corte di Strasburgo sono urgenti e necessari e che rappresentano solo un primo passo,e non la soluzione definitiva, al problema del sovraffollamento carcerario in Italia".

A parlare è AntonelloNicosia, direttore del centro studi "Pedagogicamente"e candidato come Garante dei diritti deidetenuti in Sicilia.

"Ad Agrigento faremoun'iniziativa davanti al carcere di contrada Petrusa tra Capodanno e l'Epifania,poi andremo a fare dei sit-in davanti alle carceri di Sciacca e Castelvetrano.Ad indulto e amnistia però vanno accompagnate misure che puntino alla rieducazionedei detenuti ma anche alla modifiche di leggi come la Bossi-Fini sull'immigrazione clandestine o la legge Fini-Giovanardi sulle droghe leggere".

Sollecitiamo al presidente della Regione siciliana la nomina del Garante dei diritti dei detenuti, l'ufficiorisulta scoperto dallo scorso settembre. Il presidente Rosario Crocetta non si è mai occupato da governatore delle carcerisiciliane pur essendo più volte sollecitato – afferma Nicosia -. Noi gliabbiamo più volte detto attraverso i mezzi di comunicazione che l'azione di antimafia va fatta anche e all'internodelle carceri, offrendo a tutti la possibilità di formarsi a livello culturale eprofessionali all'interno delle carceri e progettare un futuro diverso".

"In questo senso – aggiunge il direttore del centro studi "Pedagogicamente" - il 2014 però potrebbeessere l'anno della svolta in Sicilia, perché l'assessore alla Formazione Nelli Scilabra, in un incontro avutonei giorni scorsi, ci ha detto che si impegnerà per istituire un tavolo scientifico composto dapedagogisti, psicologi, operatori culturali per un nuovo piano di formazione elavoro all'interno delle strutture penitenziarie siciliane".

"Il 2013 – conclude AntonelloNicosia - si chiude con una finestra di riflessione sul mondo carcerarioattraverso un modo diverso di condividere il senso delle festività nataliziecon la marcia di Natale organizzatadai radicali a Roma.Quello che per anni è rimasto un fenomeno oscuro edimenticato per l'intera società diventa oggi patrimonio di approfondimento edautovalutazione sull'efficacia rieducativa del nostro sistema penitenziario esoprattutto spunto di sensibilizzazione verso la garanzia dei diritti umani dentro le strutturecarcerarie.

Nonostante fosse il giorno di Natale la massiccia presenza allamarcia testimonia l'impegno concreto di uomini e donne verso la ricerca distrumenti idonei ad attivare e promuovere soluzioni al sovraffollamento dellecarceri e alla garanzia del rispetto delle condizioni di vivibilità dentro lestrutture penitenziarie".

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