Due pessime tornate elettorali per il Pd dopo il voto alle regionali di due settimane fa e il voto di domenica per i ballottaggi nelle elezioni di molti comuni, dove soprattutto spicca per Renzi la sconfitta a Venezia, ma anche ad Arezzo, roccaforte renziana ed anche in molte altre città. Sembra proprio che il renzismo dopo il suo smagliante avvio abbia iniziato a perdere colpi.

In particolare i ballottaggi di domenica si sono rivelati un amaro calice per il Pd di Matteo Renzi, infatti su ottantacinque comuni in cui si votava, trenta sono andati al partito del Presidente del Consiglio, ben trentadue al centrodestra; spicca la bruciante sconfitta di Felice Casson a Venezia passata quindi al centrodestra e i risultati in Toscana dove ad Arezzo il Pd a perso il Sindaco in uno dei bastioni storici del centrosinistra.

Sembra essersi spento l'incantesimo con cui Renzi aveva stregato l'Italia o meglio è ormai svanito, l'ex Sindaco di Firenze perde colpi in maniera evidente e costante.

Molti commentatori ricordano che il voto amministrativo fa storia a se e che non può essere interpretato come un test sull'operato del Governo, altri sottolineano che invece di fronte a questo vento contrario che ha incontrato sul territorio il Pd dovrebbe avviare una riflessione, fare autocritica, innanzitutto bisognerebbe concentrarsi sulla bassa affluenza che si è fermata al 47%, poi anche sull'immagine del Governo.

Probabilmente il modo in cui sono state affrontate le questioni più recenti, come l'immigrazione e mafia capitale, non hanno giovato al Presidente del Consiglio e al suo partito, che ora ne paga il prezzo.

Insomma la stella di Renzi sembra proprio essersi offuscata anche se potrebbe trattarsi solo di un appannamento momentaneo, per qualcuno questo è l'inizio della fine, per altri solo un piccolo incidente di percorso.

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Pd Matteo Renzi

Intanto ci sono le prossime importanti sfide da affrontare in Parlamento, come la buona scuola e la riforma del Senato, dopo queste battute di arresto potrebbero riscontrarsi delle problematiche sul cammino di questi due importanti riforme. Crediamo che il Premier farebbe bene a preoccuparsi, e se non modifica qualcosa nel modo di porre la sua politica, invece di andare avanti come se nulla fosse, come fin qui fatto, rischia seriamente di finire game over come suoi noti predecessori del passato.

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