Quasi 7 milioni di donne, il 31.5% tra 16 e 70 anni, hanno subito una forma di violenza fisica o sessuale nella propria vita. Oltre il 20% quella fisica, oltre il 21 quella sessuale, oltre il 5% stupri e tentati stupri. E’ quanto emerge dall’ultima indagine multiscopo dell’Istat sulla sicurezza delle donne in collaborazione con il Dipartimento per le Pari Opportunità.

News violenza sulle donne: i dati e gli strumenti per la valutazione della violenza di genere

Una ricerca che prova a dare un nome e a definire la dimensione del fenomeno della violenza, dell’abuso e dello stalking.

Violenza che si declina anche attraverso un fattore che spesso rimane nascosto: quello delle vessazioni psicologiche che riguardano oltre il 40% delle donne: svalutazione, sottomissione, controllo economico le dinamiche principali. Partner o ex partner i principali responsabili (oltre il 60% dei casi) e due dati che amplificano la questione: il 10,6% delle donne dai 17 ai 70 anni dichiara di aver subito violenza prima dei 16 anni. Ed è in aumento la percentuale dei figli che hanno assistito alla violenza sulla propria madre.

Dai numeri alla mobilitazione

Se il quadro descritto dai dati è fortemente preoccupante e i casi di cronaca continuano a rappresentarlo quasi quotidianamente, c’è una marea di donne che ha assunto nella scena pubblica un rinnovato protagonismo. Lo sciopero delle donne dello scorso 8 marzo ha avuto una dimensione globale. In tante città d’Italia e in 54 Paesi ci sono state mobilitazioni di piazza. Grazie anche al percorso intrapreso da “Non una di meno” è vivo il tentativo di tenere alta l’attenzione con manifestazioni, incontri, assemblee pubbliche.

Il prossimo appuntamento – si legge dalla pagina Facebook del gruppo – sarà a Roma il 22 e 23 aprile. Mentre negli ultimi giorni muoiono per femminicidio altre tre donne, continuano le iniziative per il contrasto alla violenza. Ma ancora non basta: la “marea antiviolenza” dovrebbe arrivare dovunque, in ogni casa, in ogni famiglia, in ogni istituzione perché ognuno, nel proprio ruolo, nella propria postazione deve necessariamente farsene carico.

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