Lo scandalo Banca Etruria rischia di costare molto caro a Maria Elena Boschi. Adesso ci si mette anche il sindaco della sua città, Arezzo, a consegnare un avviso di sfratto politico all’esponente aretina del Giglio Magico di Matteo Renzi. Secondo Alessandro Ghinelli, primo cittadino della città toscana da circa due anni in quota centrodestra, la vicenda del fallimento e del successivo commissariamento di Baca Etruria, in cui la famiglia Boschi ha una responsabilità non indifferente, avrebbe reso “irriconoscibile” Arezzo.

Per questo motivo, intervistato da Antonello Caporale per il Fatto Quotidiano, Ghinelli punta il dito contro le innegabili colpe di Maria Elena Boschi.

Ghinelli contro Boschi: ‘Ha procurato danni ineguagliabili ad Arezzo’

Anche se le accuse provengono da un esponente di centrodestra, il cui padre era un noto e “fervente avvocato missino”, lo sfogo del sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli è comunque degno di nota, se non altro per la gravità delle accuse che il primo cittadino aretino muove a Maria Elena Boschi.

Ghinelli dice di conoscere i motivi per i quali la sua città si trova in “questa condizione”. Infatti, ci sarebbe “un nome e un cognome che ha portato tante rogne a questa città: si chiama Maria Elena Boschi”. Per Ghinelli non si può parlare né di “luce”, né tantomeno di “spinta” per Arezzo, visto che “i danni che ha procurato lei sono ineguagliabili”.

Arezzo ‘crocevia di affari melmosi’

Alessandro Ghinelli giura di muovere queste accuse non per motivi di rivalità Politica o personale, ma perché “i fatti sono qui a testimoniare una condizione assurda”.

Ovvero che la città di Arezzo sarebbe divenuto un “crocevia di affari melmosi”, oltre ad aver “perso la sua banca” che rappresentava un “presidio civile per la comunità”. Ghinelli, infatti, considerava Banca Etruria non come un semplice istituto di credito, “ma il luogo in cui si depositavano i progetti di vita”.

Arezzo ‘martire’ per colpa del Giglio Magico

Gli strali di Alessandro Ghinelli non sono rivolti solo contro la famiglia Boschi, ma contro l’intero Giglio Magico renziano che, con la sua “incompetenza”, sta facendo pagare un “saldo negativo” ad una città “martire della loro disfatta”.

Insomma, sbotta il sindaco di Arezzo, “meglio che la Boschi ci lasci in pace, non si faccia più vedere in città”. Ghinelli si lancia poi in un ardito paragone tra Firenze e Arezzo. Il capoluogo toscano, teatro del crack Mps, sarebbe rimasto “illeso” perché “il cerchio si è stretto” intorno alla banca cittadina. Arezzo, al contrario, “esce dalla fantasmagorica scalata al potere con le ossa rotte” perché Banca Etruria è stata “mitragliata da Boschi&Company”.

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