Nuovo colpo di scena nel quadro politico italiano. Dopo l’annuncio del ministro degli esteri Angelino Alfano, presidente e fondatore del Nuovo Centro Destra prima e di Alternativa Popolare poi, di non volersi presentare alle prossime politiche, con conseguenze di non poco conto per il suo partito; un altro ex fedelissimo di Silvio berlusconi ha dichiarato di essere pronto a lasciare il proprio scranno al Parlamento Italiano: Denis Verdini.

Il segretario di ALA (Alleanza liberaldemocratica e autonomie); ha già annunciato di essere più concentrato sulla sua famiglia e i suoi interessi; ma è pronto a scommettere su un ritorno del patto del Nazareno nella prossima legislatura.

Gioco d’anticipo

Mettersi da parte prima che da parte lo mettano gli altri. Questo il ragionamento da vecchia volpe della politica nostrana del senatore Verdini, che non manca di lesinare critiche a Renzi per il suo comportamento post referendum del 2016. Secondo Verdini infatti, Renzi avrebbe dovuto portare il paese ad elezioni immediate e liberarsi delle frange PD ribelli. Ripartendo dal 40% di consensi del referendum.

Verdini negli ultimi anni non ha fatto mancare il proprio appoggio all’ex sindaco di Firenze, facendogli da stampella al pari di Alfano, senza ottenerne granché in cambio; risultando tra l’altro decisivo al Senato, visto i risicatissimi numeri della maggioranza.

Dal PRI ad ALA

Politico di lungo corso, laureato in Scienze Politiche con Giovanni Spadolini di cui divenne fedelissimo, docente e imprenditore; Verdini iniziò la sua carriera politica proprio nel Partito Repubblicano Italiano durante la prima repubblica.

Dopo alcuni insuccessi elettorali col PRI prima e con il Patto Segni poi, Verdini passò nel 1995 tra le file di Forza Italia; candidandosi alle regionali toscane del 1995 e risultando finalmente eletto; risultato che bisserà nel 2000. Nel 2001 fa il suo ingresso in parlamento; mantenendo ininterrottamente lo scranno fino a oggi.

Nel 2008 diventa coordinatore nazionale di Forza Italia e gestisce la fusione con Alleanza Nazionale che porterà al Popolo delle Libertà. Con il ritorno di Forza Italia, nel 2013, Verdini rimarrà ancora al fianco di Berlusconi e sarà uno dei principali fautori del Patto del Nazareno, il famoso accordo tra Berlusconi e Renzi sulle riforme costituzionali.

Nel 2015, dopo l’elezione di Mattarella, Verdini si sente sempre più distante dal suo Leader, e per questo annuncia la fuoriuscita dal partito. Creerà dunque ALA e si assocerà con il Movimento italiani all’estero; diventando una delle "stampelle" del governo a maggioranza PD targato Renzi; dichiarandosi favorevole al referendum confermativo di un anno fa, il cui risultato negativo portò alle dimissioni proprio del segretario PD.

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