Ormai in Brasile è confermata la svolta verso l'ultradestra. Sarà Jair Bolsonaro, ex capitano dell’esercito, il nuovo presidente del Brasile a partire dal primo gennaio dell'anno venturo. Al ballottaggio ha sopraffatto l'erede di Lula, il candidato del Partito dei lavoratori Fernando Haddad. Gli exit poll pongono a 12 punti il distacco tra i due candidati: il 56% contro il 44%.

Le prime parole del neoeletto sono state: "Difenderò la Costituzione, la democrazia e la libertà", aggiungendo: «Questa non è la promessa di un partito, né la parola vana di un uomo: è un giuramento davanti a Dio».

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Il nostro Ministro dell'Interno, Matteo Salvini, leader del Carroccio, si è congratulato con Bolsonaro, scrivendo in un tweet: "Anche in Brasile i cittadini hanno mandato a casa la sinistra. Buon lavoro al Presidente Bolsonaro, l'amicizia tra i nostri popoli e i nostri governi sarà ancora più forte". Qualche ora dopo lo stesso Salvini ha aggiunto in un messaggio postato su Instagram: "E dopo anni di chiacchiere, chiederò che ci rimandino in Italia il terrorista rosso Battisti».

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Bolsonaro: 'Le prerogative? Lotta alla criminalità e riduzione del deficit'.

Il Brasile che esce da questo voto è palesemente diviso. Nel Sud bianco, certamente più benestante, il voto a Bolsonaro è stato praticamente una valanga, difatti è stato premiato in tutte le più grandi città, da Rio de Janeiro a San Paolo, da Curitiba a Brasilia. Mentre nel Nord-Est della nazione, principalmente nelle regioni meno agiate del Paese, è stato il candidato di sinistra, Fernando Haddad, a prevalere.

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È l’effetto dei programmi sociali degli anni d’oro di Lula, mentre, per ragioni antitetiche, è il legame di quei governi con la corruzione ad aver innescato un massiccio voto di protesta, a svantaggio della sinistra. Bolsonaro, d'altro canto, ha promesso forti tagli alla burocrazia statale e ai ministeri, ha proposto diverse misure per ridurre la criminalità organizzata, maggiore trasparenza nella spesa pubblica, dichiarando di voler procedere alla privatizzazione di alcune delle più grandi aziende statali del Brasile.

Bolsonaro ha inoltre proposto una riforma totale del sistema dell'istruzione, in modo che anche le fasce più deboli della popolazione possano permettersi l'iscrizione alle scuole private del Paese. E ha anche promesso di voler ridurre il deficit pubblico per rilanciare l'economia brasiliana. Staremo a vedere.

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