È da qualche giorno ormai, da quando si è diffusa la notizia dell’orribile destino toccato in sorte a Desirée Mariottini, che Francesco Andrea Facchinetti, in arte dj Francesco, continua a pubblicare post su Twitter nei quali se la prende con gli assassini della ragazza 16enne, invocando addirittura pena di morte e ghigliottina in piazza. Un super attivismo social che gli sta costando accuse di fascismo e populismo piovute da più parti.

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Ma il figlio del tastierista dei Pooh, Roby Facchinetti, non si è dato certo per vinto conquistandosi alla fine, per quello che può valere, il ringraziamento del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, fautore della linea dura contro degrado, spaccio e immigrazione clandestina.

Il ringraziamento di Salvini a Facchinetti

Dopo giorni di cinguettii appassionati sul caso Desirée da parte di Francesco Facchinetti, solo ieri, 28 ottobre, il leader della Lega Matteo Salvini ha deciso di condividere su Facebook il suo ultimo post, quello in cui il conduttore televisivo si rivolge direttamente al titolare del Viminale per chiedere “pene definitive ed esemplari” per gli aguzzini di Desirée Mariottini che, a suo giudizio, “non meritano di vivere”.

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Parole che saranno risuonate come dolcissime alle orecchie del vicepremier il quale, infatti, ha subito risposto ringranziando “per l’attenzione” DJ Francesco e definendo la sua una posizione di “semplice buonsenso”, altro che la accusa di “populismo” tirata sempre fuori dai buonisti della sinistra.

I cinguettii di DJ Francesco: ‘Ghigliottina in piazza e pena di morte’

Quello condiviso da Salvini è solo uno di una serie di quattro post pubblicati negli ultimi giorni da Facchinetti su Twitter.

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Matteo Salvini

Nel primo, del 24 ottobre, quello della “ghigliottina nelle piazze”, DJ Francesco mandava letteralmente a “fare in c...” chi lo accusava di essere “populista”, invitando i buonisti a meditare sul fatto che, al posto di Desirée, in quelle baracche di San Lorenzo potesse trovarsi una loro “figlia, sorella o fidanzata”. Il secondo cinguettio, pubblicato il giorno successivo, chiarisce in maniera ancora più precisa il Facchinetti-pensiero: “Invocare la pena di morte per questi bastardi non vuol dire essere fascisti”.

Nell’occasione, DJ Francesco si scaglia anche contro le politiche buoniste che ci hanno portato fino a questo livello di degrado.

Negli ultimi due tweet, entrambi del 28 ottobre, il figlio di Roby respinge con forza l’equiparazione tra ragazza drogata e aumentate possibilità di essere stuprata: “La cosa più sbagliata che ci possa essere”.

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La colpa, invece, è tutta di “gente che narcotizzza, stupra e uccide delle minorenni”. Per questo, conclude, occorrono “pene definitive ed esemplari”.

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