Intervistata da Antonio Preziosi per Rai Parlamento, la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, ha affrontato ieri sera molteplici aspetti della situazione Politica attuale, soffermandosi in particolare sulle ricette economiche che il suo partito intenderà portare in Europa, qualora riuscisse a sopravanzare la soglia di sbarramento prevista del 4 % per vedere eletto qualche suo rappresentante.

Meloni: 'Vogliamo costruire un'altra maggioranza non solo in Europa, ma anche in Italia'

A proposito del voto del 26 maggio per il rinnovamento del Parlamento Europeo, l'ex ministro per la gioventù dell'ultimo Governo Berlusconi, ha dichiarato: "Fratelli d'Italia si aspetta di confermare, anzi di vedere migliorato il suo trend di crescita.

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Si aspetta di andare in Europa per costruire un'altra Europa che secondo noi è assolutamente a portata di mano con un'altra maggioranza. E ci aspettiamo, se usciamo forti dal voto del 26 maggio, di avere anche i numeri per costruire un'altra maggioranza in Italia, un altro Governo che possa fare a meno dei 5 Stelle".

Giorgia Meloni, a proposito delle ricette economiche di Fratelli d'Italia, ha poi sottolineato: "Bisogna andare a rivedere alcuni parametri.

Io penso che, per esempio, le spese in investimenti (strade, ponti, scuole, aeroporti, infrastrutture) non dovrebbero stare nel computo del calcolo del rapporto deficit/PIL. Una cosa è spendere i soldi per spesa corrente, un'altra cosa è spenderli in investimenti. Noi andremo a chiedere in Europa di scomputare le spese per investimenti dal Patto di stabilità".

'Penso che l'Italia possa stare a testa alta in Ue se difende i suoi interessi'

Infine la Presidente di Fratelli d'Italia, riguardo la presenza dell'Italia nell'Eurozona, ha precisato: "La permanenza in Europa è una scelta definitiva, ma tra stare in ginocchio in Europa e uscire dall'Unione Europea segnalo che ci sono molte ipotesi intermedie.

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Noi pensiamo che l'Italia possa stare in Europa a testa alta difendendo i suoi prodotti, le sue aziende, i suoi confini, le sue famiglie, i suoi interessi, come fanno tutte le altre nazioni europee. Cosa che non abbiamo fatto in questi anni. La nostra proposta non è l'uscita dall'euro, ma sicuramente l'euro è una moneta che ha rafforzato alcuni a scapito di altri. Penso che in Europa si debba portare il tema dei meccanismi compensativi per aiutare quelle nazioni che sono state fortemente penalizzate dalla moneta unica.

Per esempio con investimenti pagati direttamente dall'Unione Europea, tipo anche coi bot, insomma ci sono tante proposte. Ma sicuramente bisogna pensare a delle compensazioni".

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