Intervistata da 'Il Dubbio', il quotidiano "garantista" diretto da Piero Sansonetti, la capogruppo al Senato di Forza Italia, la giurista e docente universitaria Anna Maria Bernini, ha ribadito i punti di forte criticità di questa manovra di bilancio, soffermandosi anche sui primi effetti di aumento della disoccupazione a causa del Decreto Dignità voluto dal Ministro Luigi Di Maio.

Per la Bernini, il Decreto Dignità non sta facendo altro che accrescere le tensioni tra chi crea posti di lavoro e chi lavora. "Mettere in difficoltà gli imprenditori", significa mettere a rischio gli stessi lavoratori, dal momento che una riduzione della flessibilità a carico dei datori di lavoro, riduce anche la possibilità di aumentare i posti di lavoro.

Per l'ex Ministro delle politiche europee, il Movimento 5 Stelle continua imperterrito a fare leva su argomentazioni prettamente demagogiche e propagandistiche che, più che rispondere ai bisogni e alle esigenze reali e concrete dei cittadini italiani, toccano la pancia degli elettori.

Bernini: 'I mercati non investiranno più sui nostri titoli di Stato del debito pubblico'

E rivolgendosi al Presidente Conte, la Bernini lo ha stigmatizzato di essere alla guida di una Governo a trazione grillina che, stando agli indicatori economici, sta colpendo i risparmiatori italiani e che sta scatenando forti tensioni sui mercati. Secondo la Bernini, si arriverà al punto che questi ultimi non investiranno più sui titoli di Stato del nostro debito pubblico.

Per la docente bolognese, Conte si sta vantando di una rivoluzione immaginaria, i cui effetti disastrosi andranno ad incidere pesantemente sul Paese, innalzando ancora di più il tasso di povertà assoluta e relativa. E di questo passo l'Italia, se dovesse malauguratamente sprofondare nella bancarotta, sarà costretta a chiedere un prestito oneroso all'Unione Europea, un po' come è accaduto in Grecia.

E sulle trattative che il Presidente Conte sta portando avanti in Europa, Anna Maria Bernini ha sostenuto: "Caro Presidente Conte, esca piuttosto da questa sua inusuale riservatezza con cui sta conducendo una pseudo trattativa con la Commissione". Per l'ex Ministro delle Politiche Europee, se non verrà apportata una rimodulazione sostanziale della manovra finanziaria, in Europa nessuno gli darà retta: "Lo faccia, prima che sia troppo tardi", ha concluso.