Dopo le scuse del padre, rese pubbliche attraverso un video postato su Facebook, il vicepremier Luigi Di Maio, assieme alla sorella Rosalba, ha preso una decisione drastica in merito alle sorti dell’azienda di famiglia. L’annuncio arriva da fonti interne al MoVimento 5 Stelle, le quali affermano con una certa sicurezza l’intenzione dei familiari, nonché soci dell’Ardima Srl, di sciogliere e mettere in liquidazione la società, affidando la nomina di liquidatore ad Antonio Di Maio, fratello del ministro Luigi Di Maio.

Dagli atti si evince il presunto motivo per cui sarebbe "opportuno porre in liquidazione la società". Come dichiara l'Adnkronos, tale ragione sarebbe rintracciabile nella "prolungata inattività".

Quando le colpe dei padri ricadono sui figli

La decisione è maturata a fronte di alcune informazioni, rivelate della trasmissione “Le Iene”, nel corso della quale erano emerse gravi irregolarità nelle posizioni lavorative di quattro operai che vi hanno prestato servizio tra il 2008 e il 2010, periodo in cui il vicepremier non era ancora parte integrante dell’assetto aziendale. Informazioni sostenute da interviste e ammissioni da parte degli stessi impiegati, in seguito alle quali si sono succedute critiche e polemiche sull’operato della società.

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Politica Matteo Salvini

Nel corso del servizio mandato in onda da “Le Iene”, Luigi Di Maio si era detto stupito e inconsapevole di quanto fosse accaduto in passato all’interno dell’azienda, prendendo cautamente le distanze dall’attività lavorativa del padre ed assicurando controlli immediati a tal proposito. Tale presa di posizione ha certamente stimolato nel padre, proprietario dell’azienda, la necessità di chiarire una posizione che stava gravemente compromettendo il lavoro del vicepremier, nonché ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico.

L’indignazione di Matteo Salvini

Alle ripetute accuse nei confronti del vicepremier Di Maio ha prontamente ribattuto il ministro dell’Interno Matteo Salvini, il quale attraverso una diretta sul web ha dichiarato: "Sostegno a Luigi Di Maio, vittima di attacchi di ogni tipo.

Basta! Chiedo agli italiani di giudicarci dai fatti, dai risultati, dagli obiettivi finora raggiunti, senza sbirciare dal buco della serratura".

Intanto gli agenti della polizia municipale di Mariglianella, dove ha sede l’Ardima Srl, hanno posto i sigilli per i presunti abusi e per la presenza di rifiuti inerti, inviando gli atti alla Procura di Nola, operazione che preannuncia il procedimento, da parte dell'ente comunale, di abbattimento e ripristino dei luoghi. Nelle prossime ore saranno notificati ai membri della società gli atti relativi al procedimento.

La presa di posizione del Pd tramite un esposto

Intanto, il Partito Democratico ha deciso di presentare un esposto alla Procura di Napoli contro il ministro Luigi Di Maio e l’azienda Ardima Srl, riscontrando delle ipotesi di reato, quali esercizio di attività con lavoratori in nero, sottrazione fraudolenta al regolare pagamento delle tasse, dichiarazioni fiscali mendaci e falso in bilancio. La proposta è stata inoltrata oggi, presso la sala delle conferenze di Montecitorio.

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