Il nuovo governo avrebbe causato una spaccatura significativa all'interno del MoVimento Cinque Stelle, così come è avvenuto all'interno del Partito Democratico, se si pensa alla scissione dei renziani che hanno dato vita a Italia Viva. Per quanto riguarda invece il M5S i mal di pancia potrebbero tradursi con l'abbandono del Movimento da parte di alcuni suoi esponenti per passare ad un nuovo partito, la Lega, almeno secondo quello che ha dichiarato quest'oggi Matteo Salvini, intervenendo a Radio Radicale.

Le parole di Salvini

In collegamento con Radio Radicale, il Segretario della Lega Matteo Salvini non arriva ad escludere che parlamentari dei Cinque Stelle possano andarsene dal Movimento per entrare nel gruppo della Lega: "Mettetevi nei panni di chi ha fatto una battaglia nei Cinque Stelle per anni contro quelli del Pd perché erano corrotti", afferma. Il leader del Carroccio aggiunge che questa decisione può creare non poco disagio, considerata l'attuale alleanza tra i due partiti un tempo rivali, e non esclude alcune sorprese, come "passaggi verso la Lega".

Salvini sottolinea poi l'assurda situazione che non può che rendere "schifati" gli elettori del Pd e del M5S per l'alleanza regionale dopo i recenti scandali nella regione Umbria: a livello elettorale questa mossa si rivelerà una batosta secondo lui. Il leader del Carroccio ha parlato anche di Conte, sottolineando che ci sono delle interrogazioni del Pd che chiedono al Premier di chiarire aspetti del suo passato, dai suoi rapporti professionali alla sua carriera, e anche sul suo presunto conflitto d'interessi. Ricorda a tutti che non si sveglia ogni giorno "con il pensiero di Giuseppe Conte”.

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Politica Matteo Salvini

Divisioni nella maggioranza

Intanto, i parlamentari leghisti Ostellari e Bagnai tendono anche a sottolineare le divisioni interne alla maggioranza, che, nella giornata di oggi, in sede di Commissione Giustizia e Finanza, ha votato in modo differente su temi molto importanti, come il contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo. L'astensione dei senatori Grasso, Drago e Giarrusso sul parere dei relatori ben testimoniano questa divisione e, secondo i parlamentari leghisti, sono il sintomo di "visioni difficilmente conciliabili".

Difficile, quindi, secondo i due parlamentari, la convivenza tra l'anima più giustizialista e quella meno giustizialista della maggioranza: in un clima reso più teso dallo scandalo all'interno del Csm, in cui a loro avviso il Movimento non ha voluto prendere una posizione netta, i due parlamentari del Carroccio auspicano che i cittadini italiani sappiano "valutare questi tatticismi", che vanno a tutelare la "legalità e i loro diritti fondamentali".

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