La figura di Greta Thunberg continua a dividere l'opinione publica e non solo: tra gli scienziati c'è chi è contrario a tutta l'attenzione che si sta dando al problema dei cambiamenti climatici, di cui l'attivista svedese si è fatta portavoce. Ben 500 di loro hanno scritto e indirizzato una lettera al segretario Onu Guterees per protestare contro quello che da loro viene considerato un eccessivo allarmismo.

Scienziati contro Greta

Se all'ultima sessione dell'Assemblea Generale dell'Onu sono state ben chiare le parole dell'ambientalista Greta Thunberg contro l'eccessivo bisogno di crescita a danno dell'Ambiente e del futuro delle nuove generazioni, bisogna anche segnalare le 500 voci fuori dal coro, quelle di un gruppo di scienziati che hanno indirizzato al segretario Onu una missiva per protestare contro tutto questo allarmismo sulla questione climatica.

L'iniziativa è stata lanciata da Guus Berkhout, geofisico e professore dell’Università dell’Aia, che ha coinvolto scienziati ed associazioni provenienti da tredici paesi diversi. Questa dichiarazione sul clima, in una fase in cui l'agenda internazionale sta mettendo al centro dell'attenzione la questione climatica, insiste sul fatto che non esiste al momento una vera e propria emergenza. Gli scienziati firmatari esortano ad organizzare, il prossimo anno, un incontro costruttivo tra scienziati di fama internazionale, tra chi sostiene l'emergenza del cambiamento climatico, e chi invece la nega, per consentire un giusto confronto tra le due parti.

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Politica Scienza

Scienza meno politicizzata

Nella lettera viene sottolineato come non ci sia in questo momento "emergenza climatica" e che i modelli di divulgazione sul clima sono ''del tutto fuori luogo e non adeguati, e causano ingenti perdite economiche''. L'invito degli scienziati è di seguire una Politica sul clima che si basi su "solida Scienza, realismo economico" e attenzione reale verso le vittime delle politiche del clima.

Nel documento i firmatari insistono sull'esigenza che la scienza del clima deve essere più libera, e "meno politicizzata", e, all'opposto, occorre che ci sia una politica del clima più possibile scientifica. Gli scienziati sottolineano come il clima varia da sempre, con fasi più calde e fasi più fredde, e sono passati 150 anni circa dall'ultima era glaciale. A loro avviso il riscaldamento sta procedendo più lentamente rispetto al previsto, e quindi non si è raggiunto il livello di riscaldamento previsto inizialmente.

Nel documento si legge, imnoltre, che la politica climatica ignora l'importanza della CO2, che è il nutrimento delle piante, il fondamento per la vita dell'intero pianeta: l'anidride carbonica è essenziale per la vita del pianeta, e porta benefici all'agricoltura. Non bisogna quindi allarmarsi. Bisogna arrivare ad un approccio scientifico diverso, che sappia fornire energia in modo permanente in tutto il mondo.

Chi sono i negazionisti dei cambiamenti climatici

La dichiarazione è firmata da un gruppo di negazionisti scientifici chiamato Climate Intelligence Foundation (Clintel). Venne fondato da Guus Berkhout che iniziò la sua carriera alla fine degli anni '80 in Shell, investigando nuove tecniche per l'estrazione di petrolio e gas. Come riporta il The Independent, la lista dei firmatari della dichiarazione mostra legami con un network di think tank transatlantiche che avrebbero connessioni anche con il governo britannico di Boris Johnson e che stanno spingendo verso una deregolamentazione ambientale dopo la Brexit.

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