Il 15 ottobre, a L'Aquila, la Regione Abruzzo ha approvato una nuova legge in merito al tema dell'assegnazione delle case popolari. Queste nuove disposizioni consentiranno alla Politica di regolare e gestire in modo più equo la ripartizione di tali abitazioni alle persone che ne hanno davvero bisogno. Dopo l’approvazione di tale legge, Giorgia Meloni ha esultato sui social scrivendo un sonoro: “Vittoria”.

D'ora in poi, infatti, i controlli saranno decisamente superiori e saranno effettuate della analisi molto attente per quanto concerne il quadro economico delle famiglie che faranno domanda per le case popolari. Sono previste, inoltre, delle pesanti limitazioni nei confronti di tutti coloro i quali riportano condanne o non risultano cittadini esemplari.

Le persone che non potranno fare domanda per l'assegnazione delle case popolari dopo la legge

Con la nuova legge sulla ripartizione delle case popolari votata a maggioranza dalla Regione Abruzzo, l'assegnazione di tali strutture dovrebbe essere molto più scorrevole. Ciascun richiedente, infatti, attraverso l'apposito modello ISEE dovrà dimostrare di avere i requisiti necessari per accedere alle graduatorie.

Stando a quanto stabilito sul sito della Regione Abruzzo, l'alloggio di edilizia popolare non sarà assegnato alle persone che:

  • Hanno commesso svariati reati (contro la pubblica amministrazione, l'ordine pubblico, la persona ecc.);
  • Hanno ricevuto condanne superiori ai 2 anni (tale limite, infatti, è stato abbassato da 5 anni a 2 anni attraverso l’approvazione di questo provvedimento);
  • Si sono rese responsabili di allacci abusivi a utenze telefoniche o altro genere;
  • Non si dimostrano rispettosi della nazione e delle istituzioni;
  • Non mandano a scuola i propri figli e non rispetta le norme relative agli obblighi scolastici dei minori;
  • Hanno commesso violenze domestiche.

L’assegnazione della case avviene su graduatoria a prescindere dalla nazionalità

Insomma, come è possibile vedere, le limitazioni sono davvero molteplici.

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Inoltre, in merito all'ultimo punto, è bene chiarire che verrà concesso il diritto a poter accedere a tali abitazioni per i conviventi, vittime di maltrattamenti. Oltre a questi, le altre persone che potranno fare domanda per essere inseriti nelle graduatorie per l'ottenimento di case popolari sono, ad esempio, i coniugi separati o divorziati.

Ovviamente, la domanda potrà essere fatta da tutte quelle persone che si trovano in difficoltà economiche evidenti e non rientrano nelle categorie sopra citate.

Lo scopo principale di questa legge è evitare discriminazioni ai danni delle persone oneste e bisognose. L’assegnazione delle case avverrà, quindi, sulle graduatorie a prescindere dalla nazionalità.

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