Sta facendo molto discutere la proposta del governo Conte, contenuta nella bozza del decreto legge fiscale, di porre un limite progressivo all’uso del contante. Secondo le intenzioni dell’esecutivo giallo-rosso-viola, dal 1° luglio 2020 il tetto massimo dovrebbe scendere a 2000 euro, per poi calare ulteriormente a 1000 dal 1° gennaio 2022. Attualmente la normativa vigente prevede, invece, il divieto di trasferimento di denaro contante, di titoli al portatore o in valuta estera per un ammontare pari o superiore ai 3000 euro.

L’idea stessa di una prossima sparizione totale del contante dalla circolazione, per sostituirlo con la moneta elettronica, deve essere naturalmente metabolizzata, in primo luogo, dai cittadini, ovviamente abituati a questa pratica millenaria. Ma anche diversi commentatori si dichiarano fermamente contrari, come nel caso di Vittorio Sgarbi e di Vittorio Feltri. Quest’ultimo utilizza un linguaggio colorito per affermare di voler essere libero di fare quello che vuole con i suoi soldi, anche pagare una escort 1000 euro.

L’editoriale di Vittorio Feltri su Libero: ‘Limite al contante idiozia atomica del ceto politico’

Sul tema del limite al contante scende in campo anche Vittorio Feltri. Secondo il direttore editoriale del quotidiano Libero limitarne l’uso, come vorrebbe fare il governo Conte, non sarebbe niente altro che una “idiozia atomica”. Feltri spiega che qualsiasi lavoratore, autonomo o dipendente che sia, “è obbligato in anticipo a pagare una imposta”.

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Se i soldi guadagnati gli vengono accreditati sul conto in banca, come ormai accade un po’ a quasi tutti, “va da sé che il contenuto del medesimo è mio e ne faccio ciò che voglio”. Mentre invece, si lamenta, lo Stato, attraverso l’imposizione di un limite al contante, “pretende che i soldi depositati nell'istituto di credito non siano completamente a disposizione del titolare”. Feltri se la prende direttamente con “quel genio” del Premier Conte, convinto a torto di combattere l’evasione fiscale riducendo l’uso del contante.

Il direttore sfida lo Stato ad andare a “spulciare” i conti in banca delle persone se vuole, ma non a “rompere i cog...” a lui e a tutte le persone oneste. Lui pretende, invece, di spendere i suoi soldi come vuole, anche sborsando “1000 euro per andare a letto con una escort”, visto che sono affari suoi e non certo dei “gay che ci amministrano”.

Luca Telese: ‘Se Feltri andasse a escort non sarebbe considerato un evasore’

Per concludere il suo ragionamento sul limite al contante, Vittorio Feltri fa anche l’esempio del giardiniere e di chi lo paga per lavorare: “scemo” chi pensa che ad entrambi “non convenga saldare il debito in nero”.

Insomma, esempi provocatori come al solito, quelli di Feltri, che non potevano suscitare reazioni indignate, come nel caso del collega Luca Telese. Il giornalista, ospite nello studio di Piazzapulita su La7, legge in diretta uno stralcio dell’editoriale feltriano senza rivelarne il nome, invitando i presenti a scoprire chi ne sia l’autore. La risposta è unanime e immediata: Vittorio Feltri. Ma Telese spiega di averlo voluto citare perché, provoca a sua volta, “se Feltri andasse a mign… a 1000 euro a botta per 250 giorni di seguito, non sarebbe neanche considerabile un evasore”.

In questo modo si difendono i grandi evasori e non i piccoli, sostiene Telese secondo il quale “dobbiamo fermare il contante per fermare la criminalità”.

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