Nel pomeriggio di oggi, martedì 24 marzo 2020, il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo decreto per contenere il diffondersi del virus Covid-2019, meglio conosciuto con la denominazione di 'Coronavirus'. Il nuovo documento prevede multe molto più salate per chi non rispetta i divieti e le disposizioni del Governo: la misura anti-furbetti, infatti, stabilisce per i trasgressori sanzioni che possono variare da 400 sino a 3.000 euro. Nel decreto non è prevista la confisca o il sequestro di motocicli o autoveicoli.

Misure più restrittive contro i furbetti

La riunione del Consiglio dei Ministri è durata oltre due ore: il presidente Giuseppe Conte e i suoi ministri hanno esaminato punto per punto gli articoli che compongono l'ultimo (in ordine di tempo) decreto sull'emergenza Covid2019 al fine di dare un quadro normativo uniforme e unitario a tutte le disposizioni fin ora adottate. Il comune denominatore è un inasprimento delle sanzioni per scongiurare possibili 'furbetti'. Il premier Giuseppe Conte, nel corso della conferenza stampa pomeridiana, ha anche sottolineato come rientri nelle facoltà dei Presidenti di Regione adottare misure più drastiche e restrittive, seppur sotto il coordinamento del Governo nazionale.

Il primo ministro si è detto fiero e orgoglioso della reazione degli italiani, la maggioranza dei quali sta rispettando diligentemente le regole.

Cosa prevede il decreto?

l Dpcm, come già anticipato dall'edizione odierna della versione web del quotidiano nazionale 'Il Messaggero', si fondano sugli articoli 77 e 87 della Carta Costituzionale italiana che prevedono, in casi straordinari di urgenza e necessità, l'adozione di provvedimenti provvisori che dovranno essere presentanti alla Camera dei Deputati e al Senato, appositamente convocate entro 5 giorni, per la conversione in legge.

Il decreto legge racchiude quanto già adottato nei provvedimenti precedenti, imponendo però, multe e sanzioni amministrative per chi viola le regole del contenimento e non rispetta i divieti di circolazione, spostandosi in città o fuori territorio senza una valida giustificazione. Nel documento è prevista anche la chiusura per un massimo di trenta giorni per le attività commerciali e la facoltà per i governatori di emettere ordinanze più ferree nelle aree a maggiore circolazione del virus, purché esse siano convalidate entro 7 giorni con un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, che resta comunque l'unica autorità che è legittimata a disporre - in via urgente e temporanea - provvedimenti che limitano le libertà costituzionali individuali.

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