Il Coronavirus è poco più di una 'gripezinha', un'influenzetta che come è venuta se ne andrà. Parole pronunciate con disinvoltura e convinzione da Jair Bolsonaro, 65enne presidente di estrema destra del Brasile, in un discorso alla nazione andato in onda a reti unificate. Parole che hanno scatenato numerose polemiche perché il leader ha attaccato i governatori di alcuni degli Stati più importanti della federazione che, dissociandosi dalla sua linea, hanno adottato misure restrittive per contenere il contagio.

Al momento, i dati del Brasile - 195 milioni di abitanti - parlano di circa 2500 contagi e 57 decessi, con la curva in crescita.

Bolsonaro si mostra dunque negazionista ad oltranza su ambiente e clima, come il suo modello di riferimento Donald Trump. Come lui, Trump fino a un paio di settimane fa si era espresso in termini analoghi sul Covid-19: 'E' una semplice influenza'. A preoccupare entrambi, non è la pandemia o il possibile collasso del sistema sanitario, ma le conseguenze economiche dell'emergenza.

Trump, costretto dai dati, 55mila casi e 680 morti, ha alla fine elevato al massimo il livello di allerta sanitaria globale ma non è ancora chiaro fino a quando terrà in piedi le misure di contenimento del contagio.

Bolsonaro, discorso alla nazione e ricetta antivirus

Il clima tropicale ucciderà il virus e con lui l'isteria innescata dai media. Ogni presidente negazionista ha la sua 'semplice' ricetta antivirus.

Questa è quella di Bolsonaro: clima e popolazione giovane, saranno l'antidoto naturale al Covid-19. Ad altre latitudini, il suo equivalente bielorusso, Alexandr Lukashenko, ha indicato nella psicosi di massa il vero pericolo, e ha suggerito alla popolazione di bere tanta vodka, concedersi spesso la sauna, e continuare a lavorare molto: rimedio non supportato da nessun fondamento scientifico, che a suo dire ucciderebbe il virus nel'organismo umano.

Bolsonaro, martedì sera, ha parlato al Paese leggendo un discorso scritto in collaborazione con i suoi figli senza neanche interpellare il ministro della Salute, Luiz Henrique Mandetta. Il presidente ha attaccato governatori di Stati e sindaci di città che, realisticamente, hanno imposto, un po come nel resto del mondo, il 'lockdown': negozi e scuole chiusi, cittadini in casa. Il capo di Stato ha poi attaccato la stampa colpevole di seminare il panico citando i tanti morti italiani.

"Dobbiamo tornare alla normalità", ha detto, tuonando contro autorità statali e municipali 'colpevoli' di aver praticato la politica 'della terra bruciata', ovvero blocco dei trasporti, chiusura di attività commerciali e confinamento di massa dei cittadini che, a suo dire, vanno abbandonate subito.

Riferendosi a se stesso, il Presidente ha poi detto che nel caso dovesse essere contagiato dal coronavirus, non si preoccuperebbe affatto per i suoi trascorsi da atleta. "Per me non sarebbe niente di più che un'influenzetta o un raffreddore". Ieri, nel corso di una videoconferenza si è scontrato in particolar modo con i governatori di San Paolo e Rio de Janeiro dove al momento il numero di contagi e decessi è più alto.

All'orizzonte si profila una doppia crisi: sanitaria e istituzionale. Mentre il ministro della Salute si comporta in base alle direttive dell'Oms e il congresso e i governatori, anche alleati, applicano le misure di contenimento del contagio, il presidente rema contro.

In una situazione economica già al tracollo, la popolarità di Bolsonaro appare in forte calo: su di lui fioccano le critiche dei presidenti di Camera e Senato e della Corte Suprema. In uno Stato federale quale il Brasile è, il presidente della Repubblica non può certo invalidare le decisioni dei governatori. Ma Bolsonaro ha persino agitato lo spauracchio dell'intervento militare.

Bolsonaro positivo al virus, l'incognita

Alle incerte sorti del Paese, si affianca l'incognita sulla salute di 'O Capitão': il dubbio è se sia positivo o meno al coronavirus. E' accaduto, infatti, che lo scorso 7 marzo, una delegazione brasiliana, composta da ambasciatore, staff della comunicazione e da Bolsonaro, si sia recata in Florida ad incontrare Trump nel suo buén retiro.

Da allora Fabio Wajngarten, capo ufficio stampa del presidente brasiliano, è risultato positivo, e a seguire due ministri e il suo autista. Erano circolate notizie che volevano anche Bolsonaro positivo, smentite però dal figlio Carlos: "Mio padre si è sottoposto al test e l’esito è stato negativo". Di fatto, però, le cartelle dell'ospedale dove ha fatto il test sono state censurate e i sospetti, dunque, restano.

Bolsonaro minimizza citando il caso Italia, Paese di vecchi

Per minimizzare e ridicolizzare il problema, Bolsonaro non ha risparmiato uscite infelici anche sul nostro Paese: "C'è stato un grande numero di morti in Italia, perché è un Paese con un gran numero di vecchi e con un clima totalmente diverso dal nostro", ha detto (i dati hanno comunque dimostrato che il virus non colpisce solo gli anziani).

Questi argomenti non hanno convinto l’opinione pubblica brasiliana che, anzi, contesta lo spavaldo negazionismo di 'O Capitão' su Twitter con l’hashtag #Bolsonarogenocida, e con manifestazioni di protesta sempre più ‘rumorose’. Da giorni infatti vanno in scena flash mob dai balconi con pentole usate come tamburi per condannare l’immobilismo del Capo dello Stato verso la pandemia. L'incubo collettivo è che l'infezione si diffonda nelle favelas, dove le condizioni igieniche sono precarie con un enorme sovraffollamento a fare da contorno al tutto.

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