Diego Fusaro punta il dito contro il governo Conte in vista del 3 giugno, data in cui dovrebbero essere permessi nuovamente gli spostamenti tra regioni e anche quelli all’interno dell’Unione europea. Per avvalorare la sua critica all’esecutivo giallorosso, il filosofo sovranista prende spunto dalle recenti dichiarazioni di Francesco Boccia. Il ministro degli Affari regionali in quota Pd ha infatti avvertito gli italiani che tali spostamenti saranno sì consentiti, ma solo tra regioni considerate a "basso rischio". Una scelta che non piace a Fusaro, convinto che non ci sarà un “liberi tutti” e che il rischio di tornare al lockdown non sia scongiurato.

L’opinione di Fusaro sul 3 giugno: ‘Presto si potrebbe tornare agli arresti domiciliari’

“Molti si illudono che si sia al cospetto di un liberi tutti - dichiara Fusaro in un video postato sul suo canale Youtube parlando del 3 giugno - in realtà non siamo affatto al centro della fine di tutto, non siamo affatto al ripristino della libertà. Siamo nel bel mezzo del ‘rischio calcolato’, come lo ha definito il 16 maggio Conte in una sua audizione vespertina (Fusaro fa riferimento all’ultima conferenza stampa di Conte ndr)”. Il termine ‘rischio calcolato’ significa secondo il filosofo, il quale prova ad interpretare le intenzioni del governo, che “stiamo sperimentando un alleggerimento delle restrizioni, ma si potrebbe nel volgere di breve tempo tornare alla reclusione completa, agli arresti domiciliari che la neo lingua mercatista anglofona chiama lockdown”.

Diego Fusaro cita le dichiarazioni di Boccia

Alla luce di questi fatti, la tesi di Fusaro, che lui stesso spera venga “confutata dalla realtà”, è quella per cui ci troviamo di fronte a una “svolta autoritaria del tecnocapitalismo globale” di cui il nostro Paese sarebbe solo una piccola propaggine. Insomma, “il capitalismo starebbe imponendo una sorta di sospensione dei diritti e delle libertà fondamentali in nome dell’emergenza”.

Poi, il filosofo sovranista cita il titolo di prima pagina del Fatto Quotidiano del 22 maggio: ‘Coronavirus, ministro Boccia: se una regione è ancora ad alto rischio dal 3 giugno non può partecipare alla mobilità interregionale’. Notizia peraltro rilanciata da tutti i maggiori organi di informazione italiani.

La denuncia del filosofo: ‘Uso dell’emergenza come metodo di governo’

Una notizia, quella dei possibili blocchi tra regioni annunciati da Boccia, che a giudizio di Fusaro avvalorerebbe la sua tesi, ovvero che il 3 giugno non sarà affatto un “liberi tutti”, ma un possibile “ritorno ad alcune restrizioni che potrebbero anche gradualmente portare ad un ripristino integrale del cosiddetto lockdown”. Boccia ha anche aggiunto che è stato messo in piedi un “sistema di monitoraggio” che consentirà al governo di “sapere se una regione è a basso, medio o alto rischio: se una regione è ad alto rischio di sicuro non potrà ricevere ingressi da altre regioni, ma speriamo che non sia così”. Atteggiamento che induce Fusaro a denunciare l’uso dell’emergenza come “metodo di governo”.

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