Continua la bufera Politica sul Dap (Dipartimento amministrazione penitenziaria), innescata dalla scarcerazione di centinaia di boss mafiosi a causa del rischio coronavirus. La prima testa a rotolare è stata quella del direttore del Dap Francesco Basentini. Troppo dure le polemiche sul suo conto, alimentate anche dalla trasmissione Non è l'Arena di Massimo Giletti.

Poi è stato il turno del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede finire nelle forche caudine del voto di sfiducia in Parlamento proprio su questa vicenda. Il Guardasigilli in quota M5s si è poi salvato anche grazie al voto dei renziani.

Ora, invece, tocca al direttore generale dell'ufficio detenuti del Dap, Giulio Romano, rassegnare le dimissioni. Circostanza che induce il leader della Lega Matteo Salvini a parlare di giustizia italiana che "cade a pezzi".

Dap: le dimissioni del direttore Basentini

Il Dap perde i pezzi. Qualche giorno fa l'ormai ex direttore del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, Francesco Basentini, ha lasciato la sua poltrona dopo essere stato travolto dalle polemiche. Il motivo, come già accennato, è stato la scarcerazione di circa 400 boss, destinati poi agli arresti domiciliari. Decisione che ha provocato sconcerto nell'opinione pubblica, visto che tra i nomi illustri usciti di galera c'erano anche quelli di pezzi da novanta, come il boss dei Casalesi Pasquale Zagaria.

Incalzato in diretta da Giletti, e forse per difendere il ministro Bonafede, Basentini ha infine optato per il passo indietro.

Il Dap perde pezzi: dopo Basentini tocca anche a Romano

Le dimissioni di Basentini dal vertice del Dap sembravano inizialmente aver chiuso il caso scarcerazioni dei boss. Ma poi nella vicenda è entrato anche il Parlamento.

Il centrodestra e il partito di Emma Bonino hanno infatti presentato due distinte mozioni di sfiducia contro il Guardasigilli pentastellato. Respinte entrambe grazie al voto di Italia Viva. Ma a fare le spese di questa situazione è ora anche Giulio Romano. Da ieri, 22 maggio, il funzionario non ricopre più il ruolo di direttore dell'ufficio detenuti del Dap.

Il commento sarcastico di Salvini

Il compito ricoperto fino a poche ore fa da Romano nel Dap consiste nel sovrintendere alla collocazione dei reclusi nei vari istituti carcerari, autorizzandone anche eventuali spostamenti. Non certo un ruolo di secondo piano, dunque. E questo fatto induce Matteo Salvini a esprimere sui suoi canali social tutto il suo disappunto. "Fra intercettazioni, dimissioni e scarcerazioni, la 'giustizia' italiana cade a pezzi", commenta con un filo di sarcasmo il leader leghista, piccato anche per essere venuto a conoscenza delle intercettazioni tra alcuni magistrati che parlano male di lui.

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