Silvia Romano è tornata nella sua Milano. La volontaria italiana è arrivata nel pomeriggio nel capoluogo lombardo e ad attenderla c'era una folta schiera di giornalisti, amici e semplici curiosi e ci sono stati piccoli assembramenti. Intanto continuano ad infuriare le polemiche in merito alla sua liberazione e alla sua conversione all'Islam: per questo non si escludono forme di protezione, visto che la volontaria è stata bersagliata da feroci attacchi e minacce.

Silvia Romano è tornata a casa

Quest'oggi Silvia Romano ha fatto ritorno nella sua Milano. Dopo essere sbarcata in Italia nella giornata di ieri, la cooperante ha potuto riabbracciare dopo due anni la sua città.

Ad accoglierla c'era una gran numero di giornalisti e gente comune, e dalle foto si capisce come non sia stato facile mantenere il distanziamento sociale.

La volontaria non ha voluto rilasciare molte parole alla stampa. "Sto bene, rispettate questo momento" fa sapere ai cronisti prima di entrare nella sua abitazione. A seguito delle molte polemiche in merito alla sua conversione all'Islam si valutano misure di protezione per la volontaria italiana.

Polemiche per gli assembramenti

Come viene documentato dalla stampa e dai social network, l'arrivo nel capoluogo lombardo di Silvia ha causato non pochi problemi per quanto riguarda il distanziamento sociale. In molte foto si vede Silvia Romano circondata dagli agenti, che la proteggono dall'assalto dei giornalisti e dei fotografi.

Don Enrico Parazzoli, parroco della vicina chiesa di San Materno, è stato aspramente criticato per aver deciso di far suonare le campane a festa al momento dell'arrivo in Italia di Silvia. "Mi hanno detto che ho trasformato il campanile in un minareto", racconta il sacerdote. "Il problema è che la gente non pensa".

Il giornalista del 'Corriere', Pierluigi Battista, ha pubblicato le foto degli assembramenti davanti all'abitazione di Silvia scrivendo "Questa è una vergogna".

Misure di protezione per Silvia Romano

Secondo quanto riporta il 'Corriere della Sera' si stanno valutando forme di protezione per Silvia Romano: da fonti di Polizia si apprende che la Prefettura di Milano a breve potrebbe decidere di adottare strumenti per salvaguardare la cooperante italiana.

Devono scegliere tra l'ipotesi di tutela fissa o mobile.

Per il momento, davanti al palazzo in cui abita la giovane volontaria insieme alla madre, sono parcheggiate ben quatto volanti della polizia e due auto dei carabinieri, con diversi agenti in presidio davanti al portone. Silvia dovrà trascorrere due settimane in isolamento all'interno della sua abitazione.

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