Continua la sperimentazione nel mondo per la realizzazione del vaccino che dovrebbe combattere l’epidemia da Covid-19, sperimentazione che vede gli scienziati di mezzo mondo impegnati in una corsa contro il tempo [VIDEO] per giungere al traguardo in tempi stretti. Irrompe ancora una volta [VIDEO] sulla scena internazionale il miliardario Bill Gates che ha dichiarato: "Ci sono buone notizie sui progressi scientifici. In giro per il mondo, i ricercatori stanno facendo grandi passi nello sviluppo di farmaci e di un vaccino" per combattere il Coronavirus. In merito alla tempistica di realizzazione, il filantropo statunitense si è sbilanciato: "Abbiamo buone possibilità di avere un vaccino funzionante entro gennaio: sarebbe il vaccino creato più velocemente nella storia dell'umanità".

Per il fondatore di Microsoft e padre della Bill & Melinda Foundation, quindi, ci sarebbero fondate speranze di poter chiudere questo difficilissimo 2020 con la realizzazione del vaccino, obiettivo importantissimo per il raggiungimento del quale proprio la Fondazione dei Gates è in prima linea per il reperimento dei fondi necessari allo sviluppo e alla ricerca.

La ricerca del vaccino nel mondo

La fiducia della comunità internazionale è riposta interamente nel lavoro che gli scienziati stanno svolgendo senza sosta per garantire in tempi rapidi una cura contro il virus. Attualmente, si registrano oltre cento sperimentazioni in corso tra cui almeno dieci sono già oggetto di test clinici, step che normalmente si raggiungerebbe in tempi molto più lunghi e che è stato velocizzato, ovviamente, a causa della pandemia globale.

In merito alla tempistica, è possibile che si giunga alla realizzazione di un vaccino già in autunno, secondo quanto affermato dalla multinazionale AstraZeneca, fresca firmataria di un accordo per la produzione in quantità massicce del vaccino anti-Covid-19 in sperimentazione presso l’Università di Oxford in partnership con la società italiana Irbm di Pomezia.

Centrale sarà la distribuzione del vaccino

Oltre a quella sulla realizzazione del vaccino, l’altra partita fondamentale sarà quella relativa alla sua distribuzione, in quanto è probabile prevedere una vera e propria corsa all’accaparramento con i singoli governi disposti a tutto pur di garantirsi un posto in prima fila.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha cercato di garantire sin da subito modalità di distribuzione eque, votando all’unanimità una risoluzione presentata dall’Unione Europea a nome di 140 paesi. Punto centrale della risoluzione è la promozione di un comportamento collaborativo e non predatorio dei Paesi, per garantire in maniera trasversale l’accesso ‘tempestivo ed equo’ al vaccino, necessario nel contrasto alla pandemia di COVID-19. La preoccupazione maggiore è data dalle condizioni dei paesi in via di sviluppo, in queste ipotesi spesso ai margini dello scenario internazionale, con l’Oms in difficoltà in seguito al blocco dei fondi da parte dell’amministrazione americana guidata da Donald Trump.

Taglio dei fondi che rischia di influire sugli interventi dell’Oms proprio a supporto dei paesi più svantaggiati, pertanto, sarà necessario procedere al reperimento di fondi per garantire un supporto a tutti gli Stati.

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