Massimo Galli non aveva mai abbandonato la sua linea prudenziale in relazione al problema Coronavirus. Il direttore delle Malattife Infettive del Sacco di Milano avvertiva sui rischi che potevano emergere e che, alla fine, si sono tramutati nella seconda ondata che si sta vivendo. All'indomani del Dpcm che, tra le altre cose, chiude le attività di ristorazione dalle 18 in poi, esprime la sua sulle nuove restrizioni in un'intervista rilasciata a Il Fatto Quotidiano. "Mi auguro - ha detto - bastino, ma non lo so e se qualcuno afferma di saperlo mente". Nel momento in cui l'obiettivo è provare a contenere la curva del contagio per provare a vivere un Natale il più normale possibile, l'infettivologo sdogana il concetto di auto-lockdown.

Coronavirus. Galli pensa ad un lockdown personale

"L'unica cosa - rivela Galli - che sappiamo è che ad ad aver dato risultato è la chiusura totale, ma si vuole evitare e lo capisco". Una nuova serrata sarebbe una sciagura che si abbatterebbe sul tessuto socio-economico già provato da quanto accaduto in Primavera. Questa, però, secondo Massimo Galli può essere la fase in cui potrebbe giocare un ruolo decisivo la responsabilità individuale. L'invito alla cittadinanza è singolare. "Il lockdown - dice - fatelo per conto vostro". L'esortazione è a contingentare la propria vita, limitandola a tutte quelle attività fondamentali, magari legate unicamente all'attività professionale, provando ad incontrare meno persone possibili.

Coronavirus: Galli comprende le ragioni del disagio sociale

Sono tanti gli scienziati che, in questi mesi e nelle ultime settimane, sembrano spingere per chiusure consistenti. L'impatto sociale rischia di essere devastante, ma il pensiero di Galli è chiaro. "Dirò una cosa un po' brutale: vedo morire di nuovo le persone in ospedale e non ancora per strada".

Una frase che, se estrapolata dal contesto, rischia di apparire fuori luogo e che già detta in altre occasioni ha dato adito a polemiche. Tuttavia, come lo stesso medico sottolinea, questo non significa non vedere il disagio sociale, ma semplicemente mettere in evidenza che una volta affrontato e magari superato il problema Covid potrebbe esserci tempo per rimediare alle situazioni venutesi a creare o già esistenti.

Lo stesso Galli sottolinea come le persone penalizzate dalle disposizioni abbiano diritto a ricevere aiuti consistenti.

Galli prudente su come sarà il Natale al tempo del Covid

Oggi si guarda al Natale. Conte ha fatto capire di voler arrivare ad un periodo festivo che possa essere non troppo dissimile da quello che si vivrebbe in tempi normali.

Galli negli ultimi mesi ha inteso sottolineare di non aver nessun potere rispetto ad azioni e misure, ma semmai di patire al massimo l'imbarazzo per ciò che ha definito "sovraesposizione mediatica che non gli appartiene".

Con il consueto realismo che lo contradisstingue, il direttore delle Malattife Infettive del Sacco di Milano non vede la possibilità di fare previsioni all'orizzonte.

"Mi preoccupo - ha detto - di quel che succede da qui a venti giorni. Ogni previsione successiva è impossibile. Prima i dati, poi le date".

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