Massimo Galli torna a parlare di Coronavirus. Il primario di malattie infettive del Sacco di Milano ha spiegato in un’intervista al Corriere della Sera quello che è il suo punto di vista sull’attuale fase del contagio. L’occasione è stata proficua per affrontare temi che risultano d’estrema attualità. Dalla possibilità di una seconda ed impegnativa ondata, passando per le potenziali criticità derivanti dalla riapertura di scuole e stadio e l’ipotesi della proroga di uno stato d’emergenza.

Coronavirus: seconda ondata non scontata, ma all’estero situazione è allarmante

L’Italia da ormai diverse settimane ha preso atto che il numero delle infezioni è salito.

Si viaggia ormai verso i 2000 contagi al giorno. Molti sono asintomatici, ma il messaggio degli esperti è chiaro: più il Sars-Cov-2 circola, più è probabile che possa finire per colpire le categorie che potrebbero pagare molto cara questa eventualità. L’obiettivo è evitare che si possa concretizzare una seconda ondata. “Confido - ha detto Galli - che non possa verificarsi. Dobbiamo però essere in grado di contenere i nuovi focolai”. A livello geografico l’Italia è incastrata in una posizione dove molti paesi stanno affrontando una situazione sensibilmente più problematica. L’idea dell’infettivologo è che oggi il Bel Paese stia beneficiando degli effetti di un lockdown più rigoroso. “Quell'intervento radicale - ha aggiunto - ci ha dato una sorta di onda lunga di protezione, ma l’equilibrio è fragile.

Rischio paralisi in caso di tampone a alunni sintomatici

Un potenziale fattore di rischio è rappresentato dalla riapertura delle scuole. Riportare gli studenti tra i banchi è stato un necessario sforzo di civiltà, accettando gli eventuali rischi. Secondo lo scienziato l’eventuale cambiamento dalla curva strettamente dipendente dalla riapertura delle scuole si avrà soltanto tra due o tre settimane.

Galli sottolinea, inoltre, i rischi del possibile protocollo che potrebbe prevedere il tampone per eventuali alunni con sintomi. “Il meccanismo è complicato, rischia - sottolinea Galli - di bloccare tutto. I genitori di fatto sono quarantenati in attesa dei risultati”. Circostanza che induce il medico a sostenere test rapidi che in quarto d’ora sono in grado di rilevare l’antigene del virus nel secreto nasale.

Galli, inoltre, ha manifestato inoltre approvazione per la riapertura degli stadi a sole 1000 persone, confidando che si aspetti prima di incrementare i numeri.

Non resta che attendere e confidare che comportamenti responsabili non portino la situazione ad avere peggioramenti che potrebbero indurre provvedimenti più restrittivi.

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