Laura Boldrini porta in tribunale Matteo Salvini. L’ex presidente della Camera, attualmente deputata del Partito democratico, annuncia di aver intentato una causa civile nei confronti del leader della Lega. Intervistata dal Corriere della Sera, l’esponente politica spiega che il motivo della sua decisione risiede nel fatto che, a causa dei ripetuti attacchi subiti da Salvini, il suo nome è stato erroneamente “associato ai crimini commessi dai migranti”. Insomma, si sfoga Boldrini, quello slogan “risorse boldriniane”, coniato dal leader leghista, la perseguiterebbe ancora.

Laura Boldrini annuncia azione legale contro Matteo Salvini

Raggiunta, come appena accennato, da un cronista del quotidiano milanese, Laura Boldrini va subito al punto della questione, spiegando di aver “intrapreso un’azione legale” contro Matteo Salvini. Si tratta di una “causa civile per risarcimento danni”, istruita presso il Tribunale di Milano. Il motivo della richiesta risarcitoria della deputata Dem risiederebbe, come spiega lei stessa, in una “massiccia strumentalizzazione” della sua persona”, portata avanti dal leader leghista attraverso una dura e violenta “campagna d’odio” che, a dire di Boldrini, non avrebbe “precedenti”.

Boldrini: ‘Io capro espiatorio di Salvini’

“Stiamo parlando del mio nome associato ai crimini commessi dai migranti”, si lamenta Laura Boldrini, come se le azioni illegali compiute da alcune persone dovessero essere considerate sua responsabilità.

A questo proposito, l’ex presidente della Camera aggiunge che lo scontro tra lei e Salvini è iniziato già molto tempo fa. Boldrini ricorda che tutto ha avuto inizio nel 2013, quando il Carroccio “era un partito in frantumi al 4%”e il neo segretario Salvini decise di provare a tirarlo su scagliandosi contro i migranti. Per il suo scopo, il leader leghista aveva però bisogno di un “capro espiatorio” che fu individuato proprio nella sua persona.

‘Accusata di volere la sostituzione etnica’

Da quel momento, prosegue nel suo racconto Laura Boldrini, “decide di prendere me come bersaglio politico”. Approfittando del fatto che lei avesse lavorato per anni con l’Unhcr, l’alto commissariato dell’Onu per i rifugiati, Salvini inventò una “narrazione distorta” del suo pensiero sui migranti.

Boldrini ricorda di essere stata accusata di desiderare “l’invasione dei migranti” e la “sostituzione etnica” dei popoli europei. Attacchi continui che, alla fine, hanno raggiunto la loro “sintesi” con lo “slogan che non ha mai smesso di perseguitarmi: le risorse boldriniane”. Per concludere, Boldrini spiega che la decisione di denunciare Salvini è arrivata solo ora perché, nonostante le precedenti sue azioni legali contro gli hater sui social, la “campagna di odio” contro di lei “non finiva mai”.

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