Il 29 aprile 2026, la Camera dei Deputati ha approvato in prima lettura il disegno di legge di riforma costituzionale su Roma Capitale. Il sindaco Roberto Gualtieri ha definito questo "un fatto positivo" che avvia l'iter parlamentare per un provvedimento "atteso da tempo". L'obiettivo è dotare la Capitale di ordinamento, poteri e risorse adeguate. Gualtieri ha auspicato un consenso più ampio, notando come "il clima di tensione e scontro costante tra i partiti non sia stato di aiuto". L'urgenza è definire contenuti della legge ordinaria e risorse necessarie per il completamento entro la legislatura, con ampia maggioranza.
L'approvazione in prima lettura è solo il primo passo di un percorso che prevede ulteriori passaggi parlamentari.
Rafforzamento e impatto
La riforma mira a rafforzare il ruolo istituzionale di Roma, attribuendo al Campidoglio poteri legislativi più ampi su materie chiave per i cittadini: trasporti, urbanistica, servizi pubblici e sviluppo economico. L'obiettivo è rendere la Capitale più autonoma ed efficiente, consentendo interventi rapidi e una gestione funzionale dei servizi. Questo potenziamento è un investimento strategico per l'intero Paese. Il suo peso politico, economico e simbolico implica che una maggiore autonomia puòmigliorare qualità della vita e attrattività della città, cruciale nella competizione tra le grandi capitali europee.
Iter e politica
Il dibattito parlamentare ha evidenziato tensioni politiche, specie per l'astensione del Partito Democratico, nonostante il testo includesse proposte del sindaco di Roma. Secondo il Governo, tale decisione ha rappresentato una frattura in un percorso condiviso tra Campidoglio e Regione Lazio. L'approvazione alla Camera, sebbene cruciale, è solo il primo step di un iter che proseguirà con ulteriori votazioni e possibili modifiche.