L'ultimo sondaggio realizzato da SWG per il telegiornale di La7, diffuso l'8 giugno 2026, delinea uno scenario politico in cui i due principali partiti registrano andamenti opposti, mentre le forze minori e i movimenti emergenti continuano a guadagnare terreno prezioso. La rilevazione mostra una generale stabilità, ma con scostamenti significativi che ridefiniscono i rapporti di forza all'interno delle coalizioni.
PD in calo, bene il M5s
Nella parte alta della classifica, il partito della premier mantiene saldamente la leadership nazionale, mentre le opposizioni mostrano un andamento a due velocità.
Fratelli d'Italia si conferma la prima forza politica del Paese, salendo al 28,3% con un lieve incremento dello 0,1% rispetto alla settimana precedente (1 giugno).
Il Partito Democratico accusa il colpo più duro della settimana, lasciando sul terreno tre decimi di punto (-0,3%) e scendendo al 22,0% delle preferenze.Bene il Movimento 5 Stelle che ne approfitta e mette a segno un segno positivo, portandosi al 13,1% (+0,1%).
Tra gli altri partiti c'è Forza Italia che subisce una flessione di due decimi, scivolando al 7,0% (-0,2%). Poi troviamo Alleanza Verdi e Sinistra arretrano allo stesso modo, posizionandosi al 6,5% (-0,2%). La Lega poi chiude il blocco dei partiti principali registrando un ulteriore calo che la porta al 5,6% (-0,2%), confermando un periodo di evidente sofferenza nell'area del centrodestra tradizionale.
Futuro Nazionale cresce ancora
Se i partiti storici flettono, il dinamismo politico si sposta sulla seconda metà della classifica, dove si registrano i movimenti più interessanti del sondaggio odierno del telegiornale di La7.
Futuro Nazionale, il movimento guidato da Roberto Vannacci, prosegue la sua corsa al rialzo guadagnando altri due decimi e portandosi a un solido 4,8%, ormai a un'incollatura dal risultato della Lega. Un trend speculare a quello di Azione di Carlo Calenda, che cresce allo stesso modo (+0,2%) e sale al 3,6%.
Rimangono invece completamente stabili le intenzioni di voto per Italia Viva (ferma al 2,4%) e per Noi Moderati (all'1,2%). Nel frattempo, si registra un piccolo passo in avanti per +Europa (1,5%) e per la formazione Ora!
, che tocca quota 1,0%.
A fare da sfondo a questi dati resta la percentuale di chi sceglie l'astensione o preferisce non svelare la propria intenzione di voto. Il partito del "Non si esprime" si conferma una quota granitica e preoccupante, rimanendo perfettamente stabile al 28%. Una fetta enorme di elettorato che, a conti fatti, rappresenta il vero e proprio potenziale ago della bilancia della politica italiana.