Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha duramente condannato le dichiarazioni del ministro della Sicurezza Nazionale israeliano Itamar Ben Gvir, definendole "inaccettabili" e "indegne". La presa di posizione è avvenuta durante una seduta congiunta delle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, alla presenza del ministro della Difesa Guido Crosetto.
La ferma condanna di Tajani giunge a seguito delle dichiarazioni rilasciate da Ben Gvir sull'Italia, innescate dalla notizia dell'apertura di un'indagine della procura di Roma a suo carico.
Il ministro italiano ha espresso il suo disappunto: "Non ho parole per commentare ciò che ha detto Ben Gvir nei confronti dell’Italia dopo aver saputo che era indagato dalla procura della Repubblica. Sono parole inaccettabili che rispediamo al mittente, non sono degne di un ministro". Tajani ha poi riaffermato che "l’Italia è un Paese amico di Israele che ha sempre difeso libertà e democrazia, e respingiamo qualsiasi offesa o tentativo di denigrare". Ha concluso: "Le parole di Ben Gvir dimostrano il livello politico e morale di questo signore".
Contesto dell’indagine della procura di Roma
L'indagine della procura di Roma si concentra sul ruolo di Ben Gvir nella gestione del caso della Global Sumud Flotilla, risalente al maggio 2026.
I pubblici ministeri italiani stanno esaminando potenziali reati quali sequestro di persona, tortura, violazioni delle leggi sulla navigazione marittima e tentato omicidio. Questi reati sarebbero collegati agli eventi durante l'intercettazione delle imbarcazioni dirette verso Gaza. L'inchiesta è stata avviata a seguito della diffusione di video sui social media che mostrerebbero presunti maltrattamenti degli attivisti da parte del ministro israeliano.
Reazioni e posizioni ufficiali
Le autorità israeliane hanno respinto con fermezza le accuse, definendole infondate e parte di una campagna di propaganda contro Israele. Il Servizio carcerario israeliano e le Forze di difesa israeliane hanno specificato che gli attivisti sono stati trattati in conformità con le procedure e la legge.
Ciononostante, il primo ministro Benjamin Netanyahu e il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar hanno preso le distanze dai comportamenti di Ben Gvir. Sa’ar ha pubblicamente condannato l'operato del collega.