Un picchetto antifascista ha radunato un centinaio di persone a Orvieto il 20 settembre 2026, per manifestare contro la presenza di Roberto Vannacci. Il presidio si è tenuto in piazza ex Croce Rossa, a poca distanza dal Forum dell’Indipendenza italiana, dove il generale ha concluso la tre giorni di Futuro Nazionale di Gianni Alemanno. La protesta, definita pacifica, è stata promossa da Articolo 21, Spi-Cgil, Associazione Rose Rosse d’Europa e Anpi.
Tra i manifestanti era presente il senatore del Pd Walter Verini. Durante il presidio, Verini ha collegato il diritto di parola alla vittoria della democrazia sul fascismo, contestando le posizioni attribuite a Vannacci su remigrazione, donne e altri aspetti della vita pubblica.
Le ha definite idee «violente, retrograde, razziste, estranee alla convivenza civile di questo Paese».
Il presidio e le parole degli organizzatori
La contestazione non mirava a impedire l’intervento di Vannacci. Enrico Petrangeli, tra i coordinatori del presidio, ha chiarito che l’iniziativa puntava a contrastare una visione lesiva dei diritti delle persone. Sul manifesto che nei giorni precedenti aveva fatto discutere, con l’immagine di Vannacci leggibile anche a testa in giù, Petrangeli ha affermato: «È questione di punti di vista».
Verini ha sostenuto che la presenza e le affermazioni del generale non riguardano solo la città umbra, ma rappresentano una ferita per l’Italia e per quanti si sono battuti per la libertà.
Ha richiamato l’Umbria come terra delle marce della pace, del dialogo e di Capitini, contrapponendo l’idea di inclusione a quella di chiusura e collegando Vannacci a muri e separazioni.
Il contesto dell’appuntamento a Orvieto
L’iniziativa antifascista era stata organizzata in concomitanza con Orvieto’26, convegno svoltosi al Palazzo del Capitano del Popolo di Orvieto dal 18 al 20 settembre 2026. All’appuntamento, promosso dalla nuova formazione di Gianni Alemanno, era prevista la partecipazione di una delegazione del partito tedesco Afd e, nella mattinata del 20 settembre, di Roberto Vannacci.
La convocazione del presidio aveva indicato Piazza Gualterio come luogo dell’appuntamento.