Il Comune di Bari compie un passo avanti significativo verso una comunicazione istituzionale più attenta e rispettosa. La Giunta comunale ha infatti approvato il manuale operativo per l'introduzione di un bollino di qualità etica, un nuovo marchio di riconoscimento destinato a certificare i documenti amministrativi redatti con un linguaggio inclusivo e sensibile alle differenze di genere.

L'iniziativa, proposta dalla vicesindaca e assessora agli Affari generali Giovanna Iacovone, mira a garantire che gli atti prodotti dall'amministrazione siano sempre più chiari, accessibili e rispettosi dell'intera comunità.

Il bollino sarà concesso esclusivamente agli atti che supereranno una rigorosa procedura di verifica, attestando la loro piena coerenza con i criteri stabiliti e dettagliati all'interno del nuovo manuale.

Il documento approvato definisce in modo esaustivo le modalità di utilizzo del marchio, i criteri applicativi specifici e gli strumenti pratici a disposizione degli uffici comunali. L'obiettivo primario è duplice: da un lato, guidare la redazione degli atti amministrativi verso standard elevati di inclusività; dall'altro, permettere un controllo efficace e preventivo della conformità dei testi alle indicazioni sul linguaggio inclusivo prima dell'apposizione del riconoscimento.

La verifica obbligatoria per il riconoscimento

Nel sistema delineato dalla Giunta barese, la verifica rappresenta una fase propedeutica e obbligatoria per il rilascio del bollino di qualità etica. Per facilitare questo processo, gli uffici comunali avranno a disposizione una dettagliata check-list, appositamente predisposta dal gruppo di lavoro dell'Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP).

Questa scheda di controllo è uno strumento fondamentale per l'autoverifica dei documenti. Permetterà agli operatori di controllare autonomamente che ogni testo rispetti scrupolosamente i criteri indicati nel manuale operativo prima che il riconoscimento venga richiesto e applicato. Tale procedura garantisce un elevato standard di qualità e una diffusione omogenea del linguaggio inclusivo all'interno della documentazione amministrativa.

Il manuale non si limita a definire i criteri di redazione, ma disciplina anche l'uso del marchio stesso, assicurando un'applicazione uniforme e coerente su tutti i documenti amministrativi idonei. Il bollino, quindi, non è un semplice elemento grafico, ma il risultato tangibile di una procedura interna ben definita, strettamente collegata alla scrittura degli atti e alla loro piena coerenza con i criteri stabiliti. I documenti interessati da questa innovativa certificazione sono tutti quelli prodotti dagli uffici e sottoposti al controllo previsto dal manuale.

Il ruolo degli uffici e il percorso del marchio

Il coinvolgimento dell'Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) è centrale in questa iniziativa.

Oltre alla predisposizione della check-list, l'URP fornirà assistenza e supporto durante la fase di autoverifica, guidando gli uffici nella corretta applicazione dei principi di linguaggio inclusivo. Nel sistema descritto dal Comune di Bari, gli uffici responsabili della produzione degli atti amministrativi sono chiamati a verificare attentamente il linguaggio utilizzato prima di procedere con la richiesta di apposizione del bollino.

Il riconoscimento del bollino di qualità etica viene concesso solo dopo il superamento di questo passaggio di controllo. Tale fase è cruciale per accertare in maniera inequivocabile la coerenza dei documenti con le direttive e le linee guida espresse nel manuale operativo. Questo approccio sistematico assicura che il marchio diventi un vero e proprio sigillo di qualità, promuovendo una cultura amministrativa sempre più attenta e rispettosa delle diversità.