La Regione Calabria ha formalmente presentato appello al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar Calabria. La decisione del Tar aveva dichiarato inammissibile un precedente ricorso regionale, incentrato sul referendum per la modifica dello Statuto regionale. Al centro della controversia vi è la legge regionale 3 marzo 2026, numero 9, che introduce significative modifiche all’assetto istituzionale della Regione, prevedendo, tra gli altri punti, l’istituzione della figura dei sottosegretari e l’ampliamento della Giunta.
Nonostante l’iter giudiziario in corso, la consultazione popolare è, al momento, confermata per domenica 29 novembre 2026.
In quella data, gli elettori calabresi saranno chiamati a esprimere il proprio voto sul quesito referendario, che chiede l’approvazione del testo della legge statutaria. Tale testo era già stato approvato dal Consiglio regionale in seconda deliberazione il 27 gennaio 2026. Il ricorso della Regione al Consiglio di Stato segue la pronuncia del Tar Calabria, che aveva motivato l’inammissibilità del precedente ricorso per un "difetto relativo di giurisdizione".
L'appello al Consiglio di Stato e la decisione del Tar
L’iniziativa dell’Avvocatura regionale si inserisce nel più ampio procedimento legale e politico che circonda il referendum sui sottosegretari di Giunta. L’appello al Consiglio di Stato è stato presentato in risposta alla sentenza del Tar dell’11 settembre 2026, la quale aveva dichiarato il proprio difetto di giurisdizione, rinviando la decisione al tribunale ordinario.
In seguito al rigetto del ricorso iniziale, il presidente Occhiuto aveva rimesso la decisione sulla strategia legale successiva all'Avvocatura regionale, affermando: “Deciderà l'avvocatura”.
Questo procedimento giudiziario è strettamente legato a una consultazione popolare promossa nel contesto di un acceso confronto tra la maggioranza e l’opposizione in merito all’istituzione dei sottosegretari regionali. L’iniziativa referendaria e l’azione legale sono state promosse dai consiglieri di centrosinistra. Essi avevano precedentemente presentato un ricorso all’Ufficio centrale regionale per il referendum presso la Corte d’Appello di Catanzaro, con l’obiettivo di ottenere una consultazione popolare abrogativa contro la prevista istituzione dei sottosegretari regionali.
La legge statutaria e le modifiche istituzionali
Il cuore del dibattito e della consultazione referendaria è rappresentato dalla legge regionale numero 9 del 3 marzo 2026. Questa normativa propone una modifica dello Statuto regionale e incide profondamente sull’organizzazione istituzionale della Regione Calabria. Tra le disposizioni più rilevanti, la legge prevede l’introduzione della figura dei sottosegretari e l’ampliamento della Giunta, elementi che hanno generato il confronto politico e l’attuale contenzioso legale.