Il premier canadese Mark Carney ha rilasciato una dichiarazione di notevole impatto, affermando che il governo del Canada si è effettivamente preparato per affrontare l'ipotesi estrema di una possibile invasione da parte degli Stati Uniti. Questa rivelazione, che ha catturato l'attenzione internazionale, è emersa durante un'intervista concessa al New York Times. La notizia è stata diffusa da New York il 25 settembre 2026, alle 14:35, e si inserisce nel contesto delle controverse minacce di Donald Trump, il quale aveva precedentemente ventilato l'idea di trasformare il Canada nel 51° Stato americano.
Di fronte alle domande relative alle dichiarazioni di Trump, il premier Carney ha chiaramente lasciato intendere che la sua amministrazione ha seriamente preso in considerazione anche l'eventualità di un'azione militare statunitense. Nonostante la gravità dell'affermazione, Carney non ha fornito alcun dettaglio operativo specifico riguardo all'esame condotto dal governo canadese. La sua risposta è rimasta focalizzata sui principi della gestione dei rischi, evitando di divulgare indicazioni su misure concrete, piani strategici o procedure specifiche che sarebbero state adottate dalle autorità canadesi in tale scenario.
La logica della gestione del rischio e le minacce
Il premier Carney ha esplicitamente collegato la valutazione di uno scenario così delicato e potenzialmente destabilizzante al ruolo e alle responsabilità intrinseche di chi ricopre incarichi di governo di alto livello.
La frase centrale della sua intervista, che riassume la filosofia alla base di questa preparazione, è stata: “Credo che ricoprendo certi ruoli, si abbia la responsabilità di prendere in considerazione rischi remoti ed estremi. È gestione del rischio, sarebbe irresponsabile non farlo”. Questa dichiarazione sottolinea come l'ipotesi di un'invasione sia stata trattata come uno scenario limite, un evento di natura eccezionale da includere in una pianificazione prudente, piuttosto che come un pericolo imminente o dettagliatamente descritto al pubblico.
Un resoconto pubblicato negli Stati Uniti il 24 settembre 2026 ha ulteriormente contestualizzato la risposta di Carney. Tale resoconto ha collocato le sue affermazioni all'interno di un'intervista più ampia, che ha esplorato anche i complessi e talvolta tesi rapporti tra Canada e Stati Uniti.
In questo stesso contesto, Carney è stato nuovamente sollecitato a commentare le affermazioni di Trump relative alla possibilità che il Canada potesse diventare il 51° Stato dell'Unione. Il resoconto ha inoltre specificato che il premier Carney ha riconosciuto la natura improbabile di tale scenario, pur ribadendo la necessità di includerlo tra i rischi da valutare attentamente in un'ottica di sicurezza nazionale e preparazione strategica.
Le implicazioni istituzionali della dichiarazione
Il punto focale dell'intera vicenda rimane la chiara dichiarazione del premier Carney sulla preparazione del governo canadese di fronte a un'ipotesi così estrema e inusuale. È importante notare che la notizia non include alcun dettaglio su eventuali organismi governativi specificamente coinvolti in questa pianificazione, documenti interni prodotti, riunioni dedicate, tempistiche precise di elaborazione o decisioni operative conseguenti.
Le informazioni rese pubbliche si limitano a indicare che il premier ha discusso di una valutazione compiuta nell'ambito della gestione del rischio, evidenziando una postura di estrema cautela e responsabilità istituzionale. Questa presa di posizione, sebbene priva di particolari operativi, sottolinea l'importanza attribuita alla previsione di ogni evenienza, anche la più remota, per la salvaguardia della sovranità e della sicurezza del Canada.