Il disegno di legge delega sul nucleare, una proposta chiave presentata dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, si appresta a raggiungere l'aula del Senato nella mattinata di mercoledì 23 settembre 2026. Questo provvedimento, che ha già ottenuto il via libera dalla Camera dei Deputati nel mese di giugno, giunge ora a Palazzo Madama per l'ultimo e decisivo passaggio parlamentare. L'agenda dei lavori prevede inizialmente i voti sugli emendamenti presentati, seguiti dalle dichiarazioni di voto delle diverse forze politiche e, infine, il voto finale.

L'approvazione definitiva della norma è considerata altamente probabile nel primo pomeriggio dello stesso giorno.

L'iniziativa legislativa mira a un obiettivo strategico per il futuro energetico del Paese: la ricostruzione di una disciplina italiana completa in materia nucleare. Attraverso questa delega, il Governo sarà investito del compito di emanare specifici decreti attuativi. Questi ultimi andranno a coprire un'ampia gamma di settori cruciali, tra cui la costruzione e l'esercizio delle centrali nucleari, le innovative modalità di produzione di idrogeno attraverso l'energia nucleare, la gestione sicura del combustibile esaurito, l'implementazione di rigorosi standard di sicurezza e l'istituzione degli organismi di controllo necessari per garantire la piena conformità e trasparenza.

Il percorso parlamentare del Ddl Nucleare

Il disegno di legge, ufficialmente identificato nella scheda parlamentare del Senato come S. 1924 e recante il titolo "Delega al Governo in materia di energia nucleare sostenibile", ha già superato con successo l'esame della Camera dei Deputati, dove è stato approvato il 4 giugno 2026. Successivamente, il testo è stato trasmesso al Senato l'8 giugno 2026 e la sua ricezione è stata formalmente annunciata nella seduta del 9 giugno 2026.

L'esame in aula del Senato, fissato per il 23 settembre 2026, costituisce pertanto il momento culminante e conclusivo dell'iter legislativo. La sequenza dei lavori, come anticipato, prevede la votazione degli emendamenti prima delle dichiarazioni di voto e del voto finale, un passaggio fondamentale che, se positivo, conferirà al Governo la piena delega per intervenire con i decreti attuativi sulla normativa nazionale in materia nucleare.

Contenuti e obiettivi della delega

Il cuore del disegno di legge risiede nella volontà di ridare all’Italia una normativa aggiornata e coerente sul nucleare. Questo è un passo significativo, anche in considerazione della possibile riapertura delle centrali, storicamente chiuse dopo l'esito del referendum del 1987. La disciplina richiamata dal provvedimento è estremamente vasta e comprende l'intero perimetro indicato nel testo: dagli impianti di produzione energetica alla generazione di idrogeno da fonte nucleare, dalla gestione del combustibile esaurito alle complesse questioni di sicurezza, fino alla definizione e all'istituzione degli organismi di controllo.

Il ministro Pichetto Fratin, promotore della proposta, ha già fissato un obiettivo temporale ambizioso: l'emanazione dei decreti attuativi entro la fine dell'anno corrente. Questo impegno sottolinea l'urgenza e la determinazione nel voler completare rapidamente il quadro normativo necessario per un eventuale ritorno dell'Italia all'energia nucleare.