Il governatore trentino Maurizio Fugatti è intervenuto il 5 settembre 2026 al Teatro Sociale di Trento, in occasione della solenne cerimonia che ha commemorato gli ottant’anni dall’Accordo di Parigi. L’appuntamento celebrativo ha visto la partecipazione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sottolineando l’importanza istituzionale dell’evento. Nel suo discorso, Fugatti ha delineato un forte legame tra il concetto di autonomia e la responsabilità intrinseca verso i cittadini e, in particolare, verso le generazioni che verranno. Ha evidenziato come il tema dell’autogoverno non sia riconducibile unicamente a un mero insieme di competenze e risorse, ma si estenda alla fondamentale capacità di rispondere in modo consapevole e proattivo delle decisioni assunte dalla comunità.

Il richiamo alla partecipazione popolare e alle radici

Approfondendo la sua visione, Fugatti ha definito l’autonomia come un principio che “non è soltanto un insieme di competenze e risorse”, ponendo un accento significativo sul rapporto dinamico tra le scelte istituzionali, la cittadinanza e il futuro stesso della comunità trentina. Nel passaggio conclusivo del suo articolato intervento, il governatore ha richiamato con forza la necessità di “tenere viva la partecipazione popolare”. Questo invito è stato accompagnato dall’importanza di coltivare un profondo senso di solidarietà e di mantenere un legame saldo con le radici profonde della comunità. Fugatti ha collegato questi principi a un impegno rinnovato e collettivo, presentando la comunità come un’entità capace di guardare avanti con fiducia e determinazione, proprio a partire dal proprio solido radicamento storico e culturale.

La cerimonia di Trento, svoltasi al Teatro Sociale, si è inserita nel più ampio calendario di eventi dedicati alla celebrazione degli 80 anni dell’Accordo di Parigi. Il Teatro Sociale è stato scelto come luogo emblematico per questo appuntamento istituzionale, che ha ribadito il valore del rapporto tra la Repubblica e le autonomie speciali. Il riferimento centrale del discorso di Fugatti è rimasto l’autonomia intesa come responsabilità concreta: una responsabilità che si manifesta sia verso coloro che vivono e operano sul territorio, sia verso chi, in futuro, erediterà le istituzioni, le competenze e le consolidate forme di partecipazione.

Il contesto storico dell’Accordo di Parigi

L’Accordo di Parigi, sottoscritto il 5 settembre 1946, è universalmente riconosciuto anche con la denominazione di Accordo De Gasperi-Gruber.

Nel quadro delle celebrazioni per il suo ottantesimo anniversario, questo patto storico viene ricordato come il fondamento imprescindibile dell’autonomia delle province di Trento e Bolzano. Viene inoltre celebrato come un passaggio cruciale per la promozione della convivenza pacifica, la tutela delle minoranze linguistiche e la proficua cooperazione tra territori di confine. In concomitanza con l’anniversario, a Merano si sono svolte ulteriori celebrazioni, che hanno visto la presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del capo di Stato austriaco Alexander Van der Bellen, a testimonianza del significato transnazionale dell’Accordo.